Ott 7, 2016 - Senza categoria    No Comments

Il Cielo Giusto

 

Tormento traviato

Sogno finito

Pensiero sbagliato

Orrendo passato

Dal cuore ferito

Col cielo giusto

Passione di gusto

Tocchi il sussulto

Il bacio rubato

S’ama il tumulto

Il sole donato

 

Sergio Moretti

 

Set 25, 2016 - Senza categoria    No Comments

Lettera a Gala.

  • “Se dovessimo giudicare questa lettera facendo ricorso a un colore, quest’ultimo non potrebbe essere che il rosso. Quello che esce da queste righe è un sentimento dalle radici profondissime. Passione richiede verità, perché un amore così forte e in qualche modo ostacolato, non ammette ipocrisie. In questa lettera la parte istintuale proveniente dal cuore prevale giustamente su tutto il resto. Vera e coinvolgente.”, Roberto De Luca: motivazione per l’assegnazione del Premio Assoluto di Narrativa sez. Racconto Breve o Lettera d’Amore per Lettera a Gala. Vincitrice IV Edizione Premio Nazionale Letterario e Fotografico “Si accende il Borgo”. Questo monologo racconto lettera sta avendo inoltre altri riconoscimenti e approfondimenti in altre sedi. 

Nota dell’autore: mi hanno chiesto spesso in questi giorni se sia stata ispirata o se era diretta verso qualcuno. O se esiste una Gala. Rispondo che il nome è pura fantasia o comunque come altre volte sentito da qualche parte e annotato nel mio blocchetto o in archivio informatico. Oppure semplicemente ricordato. Di ispirazione invece io ci vivo, e la sento forte; questa la scrissi diversi mesi fa, prendendo l’occasione del concorso sopra citato. Un po’ in tutti ci sono momenti indimenticabili o attimi che si vorrebbero poter rivivere e anche se non si cercano quando meno te lo aspetti tornano o ne arrivano di nuovi.

                                                                       Lettera a Gala.

Non ho paura della tua incoerente permalosa nostalgia. La amo. Ti amo. Non mi stancherò mai di te. I tuoi no non mi scalfiscono. Basta! Ti voglio. Ti voglio e basta. Non posso fare a meno di esserne certo. L’amore è certezza. Salda. Concreta. Fondata su una melma di dubbi. Inconsapevoli. Irrisolti. Chi di abbandono ha sofferto lo sa bene. Io non riesco a capire perché non sei qui. Lo so. Me lo dici di continuo che ti manco da morire. Che mi vuoi. Ascoltami, credimi, non riesco neppure a dire ciò che penso. È facile stancarsi di quell’amore che non affonda nel ventre inestirpabili radici, come una mamma ben sa. Fin troppo facile deludersi, disilludersi del tutto, se non fosse tremendamente doloroso staccare dalla mia carne i tuoi ardiglioni. Non si sfugge al tiro degli uncini. Si debbono seguire per non urlare di dolore. Nel sole e nell’acqua. Nel sale e senz’aria. Senza bisogno di altre esche che non sia il riassaporarti in me. Ci aggrappiamo a quegli umidi minuti, che scivolano tra i nostri intimi segreti. Ci lacerano. Straziano forse anche a te. Ma tu Gala non ne vuoi uscire. Dalla tua situazione. Perché? Facile che anche il tuo sorriso sia affaticato. Lo spero sai?…che non sia solo il mio una buia vetrina. Voglio che tu soffra. Sì, devi soffrire senza di me. Voglio il tuo male? No no. È che se tu non affoghi nei miei occhi io non rido più. È solo una smorfia sul viso questa mia se tu non ci sei. Ti bramo. Quanto sei bella appena mi vedi. Ti accendi. Uccidi ogni mancato compenetrarsi i nostri pensieri. Non voglio solo i ritagli del tuo tempo che tu per me ricami dal tuo passato. Mi è impossibile fare a meno di stare male per te. La tua eterna difficoltà di scegliere la odio. A te amo. No Gala non è la luna ad influire sulla tua emotività. Tu hai un prato nel mare; la risacca e il vento contrario invece a me incute timore. Non occorre che mi rispondi. Non voglio i tuoi silenzi. Ma che scappi e torni qui. Ti rivoglio complice; i sensi nelle mani; la lingua che parla a ogni lembo di pelle. Ogni istante che ti penso rivivo il mio profumo e l’urlo mio, nel riso sfacciato tuo, della tua bocca colma.

Sergio Moretti

Set 11, 2016 - Senza categoria    No Comments

La mosca sul naso

Oggi posto questi versi, più che altro un gioco di rime. Mi sono divertito un po’ sdrammatizzando la gelosia e gli stati d’animo che accompagnano l’amore, purtroppo a volte dai risvolti negativi. Emozione o sentimento si presenta spesso in modo brusco e accompagna tipiche modificazioni psico-fisiologiche. 

 

T’ha infastidita

Quegl’occhi sul viso

Se l’è proprio mangiato

Ed ha continuato

È una mosca sul naso

Le si posa vicina

La sdolcinata

A sé l’ha chiamato

E tu come al solito

A tutto fai caso

E ti vedi sprovvista

Se il sorriso di lui

Oggi rattrista

Gliel’ha scaturito

L’improvvido invito

Gentile pensiero

Di andare da lei

In giardino o sul sito

Fa male la testa

La pancia protesta

Tutto già è nero

Le labbra una smorfia

La finta una svista

Lui falso ti dice

Chi l’ha mai vista

 

 

Sergio Moretti

Set 1, 2016 - Senza categoria    No Comments

Oscura ragione

Scomposta reazione

D’uno tra tanti

D’oscura ragione

Se pozzo fu rospo

Né fanti né santi

N’esiste passione

Sol mera ragione

Di quella più nera

D’amore chimera 

   – Sergio Moretti

Ago 20, 2016 - Senza categoria    No Comments

Il sorriso gli occhi, il tuo viso

S’ascolta

D’un dire diviso

Chi chiude

Chi basta

Chi mesta sommessa

Delusa ed è lesta

Dice, ridice

Compara passato

Interiori timori

Lunghi sul naso

Di falsi destini

S’accorga derisa

Ma è solo sorriso

Gli occhi, il tuo viso

— Sergio Moretti

Ago 14, 2016 - Senza categoria    No Comments

In un gorgo socchiuso

In un gorgo socchiuso

Scivolo

In uso alla vita

 

 

Sergio Moretti 

Lug 23, 2016 - Senza categoria    No Comments

Sarà l’inverno

È già autunno

Estate senza affanno

Non s’appannano momenti

Gocce su cristalli discendenti

Umidi baci tumultuano in torrenti

Negli occhi il canto

E sarà inverno

Sulle labbra il pianto

 

— Sergio Moretti

Mag 10, 2016 - Senza categoria    No Comments

L’incuria del tempo

 

Disumane grida di fiori recisi

Marcite prossime primavere

Presenze d’un volo immorale

Mondate dall’incuria del tempo

Non pensare non ti occorre

Immergi la tua anima

Specchiata di presenza

Nel grembo d’ogni madre

Gioirai di dolore

Quando spacceranno l’antro

Per immaturo autunno

Il sole non è roccia

È piuma senza uccello

Rovisterà le viscere

Le carni di tuo figlio

Autore: Sergio Moretti , poesia partecipante nell’Antologia a scopo di beneficenza voluta dall’associazione “Amici di ndugu Zangu: “Voci contro la guerra”, (Onirica Edizioni) .

Nov 1, 2015 - Senza categoria    No Comments

Mani Voraci

Fremente rintocco nei pensieri lento

Mani s’incontrano sincrone sul mento

Voraci negli occhi, ai sussulti e ai baci

Cuore nelle orecchie al movimento tace

Sergio Moretti

Ago 28, 2015 - Senza categoria    No Comments

COME I SALMONI

Ma quale obiezione, vostro onore. Non dovevano arricciare il naso. Falsi inchini, sorrisi ironici, moine ammiccanti. Eravamo tutti davanti a quella tazza di salsa fumante. Assaggiai di nuovo, al loro diniego. Molto aromatica, dissi. Maleodorante, esclamarono in coro. Macché, un accostamento perfetto. L’avocado non ha bisogno di olio, di burro. Si amalgama bene con l’incenso e l’aglio. Cloro? Sì, lo ammetto, ma in minima parte, per non coprire lo zenzero, e tanti altri aromi che non vi sto a dire. Non voglio annoiarvi. Fate domande se volete. No, non è un intruglio. Io la ricetta l’ho azzeccata. I suoi ingredienti hanno legato. Dosare era il mio lavoro, una volta. Loro si sono schifati ancor prima di assaggiare. Volete le prove? Le lingue, che senza remore, ma con quanto rumore, mi hanno mostrato. È stato difficile finir di raccontar loro tutta la storia. Volevo farli partecipi. A me ha cambiato la vita, il mio incontro con lui. Nel frattempo che parlavo lo pulivo e sfilettavo. Sono stati a vedere e ad ascoltare. Come bimbi. A spalancati occhi, orecchie, bocche, nasi bitorzolosi, foruncolusi. Speranzosi, forse, ci fosse verità nelle mie parole. La loro verità. Il credere richiede molto coraggio. Ed è andata com’è andata. Spero che, magnifiche eccellenze, non commettiate lo stesso errore. Voi, che vi ritenete al di sopra delle persone comuni. Avevo voglia di gustarmi quel grosso pesce in modo del tutto personale. Perché si trattava di un salmone speciale. Che mi aveva confessato le verità dell’universo. Dal suo punto di vista. Certo. Non ridete, non mi sto affrettando a contraddirmi. La stessa sua storia è un intreccio di tante vite. Quel tornare alla fonte… Non mi state neppure ad ascoltare. Ho seguito con attenzione le indicazioni che mi ha fornito. Per prima cosa ho evitato che soffrisse. Lo avrei dovuto anche mangiare, questo è stato il suo ultimo desiderio. Sì, sì, lo giuro. Guardate che è vero! Senta lei con la penna tra i denti, e anche lei, senz’anima, che se quell’ermellino potesse parlare non le darebbe rango, ma tristezza. No. Non ho bevuto. Mi dispiace per voi. Sono astemio. Le mie euforie sono interiori. Ci si eleva nello spirito, perché effimero è il potere della materia. Scendete dagli alti scranni. Non vedete che la nevrosi vi divora? Lo scetticismo non solo è inutile, spesso si risolve in uno sputo in aria, che ricade in faccia. Giudicherete dopo. Fatemi finire. Mi ha chiesto lui. Non di divorarlo. Di assorbirlo. È la sua essenza con me ora. La sua delicata gentilezza. Sì. Insisto perché è così. È la verità. Ero inorridito. Io non mi sarei azzardato. Me lo ha fatto solennemente promettere. Di ogni altra fine, da fargli fare dopo morto, il salmone non è stato d’accordo. Se mi parlava? No, non come voi intendete. Sono io che mi innalzavo ad ascoltarlo. Chi è consapevole di sé infonde speranza. Ha Luce. È speciale. Mi ha colmato della sua ricchezza. Mille oceani negli occhi. Uno così non ha bisogno di parole. Ricordate signori, che se sappiamo ascoltare, ogni cosa ci parla. Ogni segno ha un senso e incornicia un istante. L’allinearsi delle stelle. I funghi sulla pelle. Gli insetti sui fiori. Le sensazioni interiori. Attardiamoci, a pensare. Non diamo tutto per scontato. Il cibo è un buon esempio. Lo odoriamo vediamo tocchiamo beviamo mangiamo. Lo diamo per morto. Eppure lo ascoltiamo. Ci racconta sensazioni vive. Disincagliatevi dalle regole, dalle terrene realtà. Un pesce non è solo un pesce. Non occorre una particolare intelligenza per ascoltare il sacrificio dell’esistenza. Tornate anche voi, alla sorgente. Alla rinascita. Non ci sono conclusioni da trarre. Giudizi da dare. Questa mia riflessione, lo so, non resterà neppure come modesta opinione. L’uscita d’un pazzo? Dite? Non vi siete mai chiesti quanti folli ci sono stati nel passato? Posso anche rimangiarmi ciò che ho detto, ma nulla muterà. Né nella mia testa, né nella vostra, né nel disegno dell’universo. Nella sua lungimiranza, l’Eterno Artista, non ha assegnato all’umanità intera, quel compito. Non siamo, come i salmoni…

 

Sergio Moretti  

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