Archive from aprile, 2010
Apr 20, 2010 - Senza categoria    10 Comments

Anima zolla

 

C’è tempesta di rugiada

sugli scalpelli del vomere,

anima zolla… tu

prigioniero nell’ambra

aratro non temi.

Apr 5, 2010 - Senza categoria    2 Comments

Kiev, il terzo anniversario

 

Eravamo arrivati al punto che ogni giorno, oramai, in casa mia si parlava di uno scrigno, di un mese, Novembre, e di un anniversario, il terzo d’un fidanzamento fittizio. Invero nulla di falso, davvero; l’acquisto fu poi sancito allo scadere dei miei diciotto anni da un autentico contratto. Saverio m’aveva comperata! L’atto fu stipulato in presenza di notaio nella sede della solita, nota, squallida agenzia matrimoniale, creata per incastrare ricchi uomini occidentali.     Ah l’amore! Ma quale amore. Desiderava una giovane donna tutta per sé. Voleva una schiava, una vera schiava. Venne sin da noi a Kviv; voi chiamate Kiev la nostra città. Si tolse lo sfizio di pregustare da vicino la merce tanto ambita, cercata serva e vergine. Si rese conto subito della mia “troppa” sincerità; di quanto fossi ingenua, bambina dentro di me. Esaminò da solo le mie carni, il “caro” professor Saverio, in camera mia. Da quel momento si comportò come un matto, non si fidava più di nessuno. Non mi permise di uscire da sola, non potetti salutare i miei amici. Non conoscevo né vizi né il nome di alcuno dei modi di “amare” così come li intendeva lui. Saverio disse che ero rara, quindi preziosa… Dovetti partire subito.

Mi ha fatto fare il giro del mondo, m’ha trattata come una bambola di porcellana raccontando a tutti che era innamorato pazzo di me.                                                                                                                                                            Nel suo castello tutto cambiò, non uso dolcezze né mezze misure per iniziarmi ai propri giochi. All’inizio era solo. Ho nausea al ricordo dei suoi piedi da leccare, del suo potere, d’avermi resa una larva: come ha fatto a cambiarmi? come ho potuto accontentarlo? Chi sono ora io? Cosa ci sto a fare in questo posto di “recupero”? Recupero da che? Da cosa? Perché mi hanno tolto il mio Graziano, l’unica cosa pulita della mia sporca vita? Non volevo oltremodo legarmi, non volevo un figlio da lui, ma tant’è… qualcosa è andato storto. Volle a tutti i costi che io portassi a termine la gravidanza. Promise, come suo solito fare, mari e monti, a me e al piccolo. Lo definì un predestinato, un principe. Neppure con il pancione mi lasciava stare, anzi, le feste si facevano numerose e i giochi sempre più orridi. L’oscenità più o meno quella di sempre. Mi usò come al solito, come merce di scambio. Riuscì ad ottenere “favori” sempre più ambiti dai propri conviziosi alleati: gli donarono amanti, amichette che si sapevano in ogni modo prostrare in cambio d’un barlume di successo. Ci fu chi seppe costringere anche la propria legittima consorte ad abbassarsi alle mire di quest’uomo, che per qualche tempo, nella mia adolescenziale ingenuità, credetti capace di farmi provare l’amore vero… Non disse mai che mi avrebbe sposata, sono io che lo pensai; ci credevo davvero ad una vita “normale”. Le mie condizioni di puerpera attirarono a lui, tramite il loro lurido giro, prede che neppure si sarebbe sognato. Non potevo immaginare che esistesse un simile inferno in vita. Un inferno da cui era impossibile sottrarsi, e che né i primi dolci ricordi, né le future possibilità di benessere per me e per mio figlio, riuscirono a rendermelo meno pesante.

Io ora odio tutti. Io ora odio mia madre; mio padre no, e comunque di meno. Lui sospettò da subito che non poteva essere. Lui lo disse dal primo istante in cui Saverio gli fu presentato, che non avrei dovuto essere sua. Mia madre mi volle vendere; forse in buonafede credette di destinarmi ad un bel mondo, ad un sicuro successo. La promessa di quello scrigno da aprire nel giorno del mio anniversario accese la fantasia e l’entusiasmo di tutti noi. Erano quasi tre anni che da lui arrivava, già senza che io conoscessi questo mio “fidanzato”, un copioso assegno mensile.

Vi ho detto tutto no? cos’altro volete sapere? Mi dispiace, non posso svelare altro, né i dettagli del mio mondo onirico. Sognai i fatti come una premonizione, prima che lui morisse. No, non dopo. Vorreste voi insinuare che sia stata io a cospargere il dissenso tra noi? Io ho mondato il luogo, ho tamponato il male che scorreva fuori dai loro corpi imbrattando.

Il male è il diavolo, e il diavolo si sa trasformare.

Mio figlio doveva nascere senza la macchia del peccato. Non dovrà conoscere alcun tipo di sofferenza. So bene cosa raccontò ai giudici per togliermi di mezzo, per non riconoscere Graziano come proprio legittimo erede. Mi sputtanò, disse a tutti che io ero una pazza ninfomane; che nella tenuta, quando lui era assente, facevo l’amore con uomini e donne a sua insaputa, e che quindi Graziano non ha padre certo. Ha distrutto famiglie, ha infangato i suoi amici, le loro mogli, e ne ha plagiato i figli e le figlie. Non gli interessavano i risultati del DNA. L’ha fatta franca comunque il dottor Saverio, poiché ha raggiunto il proprio scopo. Ora è laggiù, il nostro primario, ad operare menti al servizio del Maligno.