Archive from giugno, 2010
Giu 19, 2010 - Senza categoria    6 Comments

Dedicata

A chi ha occhi chiusi

e sa vedere

oltre

nel nero.

Tale, donato,

è amaro,

è sapido pensiero.

É nettare sorgente,

placa l’ego

plasma la mente.

 

Giu 3, 2010 - Senza categoria    4 Comments

Eraclito

Arrivò il momento di affidare Era a una scuola. Inizialmente eravamo contrari. Non ci garbava farlo. A noi Eraclito è piaciuto da subito, così, stravagante, tanto che lui stesso ci aiutò nella scelta del suo nome. Vorremmo restasse com’è; non ci interessa se lo hanno etichettato “soggetto disturbato da personalità umana” a causa, dicono, di “innate tendenze prettamente estetiche” , che non lo renderebbero incline a convivere con la sua vera natura. Sono convinti che il suo “deviare” diverrà deleterio nel lungo periodo e il nostro nucleo familiare non sarà accettato come tale. La sua evoluzione sarebbe a rischio.
Secondo noi è il contrario; è il suo modo di fare a garantirci umanità. È un amore, altro che! Da ciò che scrive si intravvede la reale natura delle cose, di ciò che ci circonda. Siamo orgogliosi di lui. Sa anche dipingere, con superba ricchezza di immagini, stati d’animo, emozioni. Come un adolescente, esprime da sé poetici amori. Credo che sia il figlio che ci meritiamo. Gli abbiamo voluto bene da subito al nostro piccolo stravagante artista.
Stiamo cercando di rintracciare altri amici che si erano affidati prima di noi all’istituto di Pubblicità Progresso, per sapere a loro come va. A volte ci si paventano terribili pensieri. Dovremmo star tranquilli ma stiamo in pena per la nostra creatura. La scuola di stato è la più adatta per quelli come noi; è stata creata apposta, per i non abbienti, a socializzazione bilaterale. Dobbiamo solo attendere che ci rilascino gratuitamente il marchio PPU, così finalmente otterrà i vari certificati che gli consentiranno di partecipare ad ogni attività umana.
Il sospetto che più ci assilla è che lì dentro stiano facendo solo ricerca, estrema ricerca.
Dopo i primissimi giorni di scuola “era gradita la nostra presenza” . Si trattò di misurarci con lui in test e confronti obbligatori di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Il piccolo iniziò presto a dare segni di squilibrio.
A casa il nervosismo era palpabile, il padre ne sa qualcosa. Appena l’ha chiamato per l’ennesima volta Clito al posto dell’affettuoso Era da me abitualmente usato, gli ha lanciato appresso il prototipo di scarpetta isolante che tenta di costruirsi da solo sin dal suo primo ronzio.
È da un po’ che lo trattengono a scuola, di giorno e di notte. I nostri incontri “didattici” si son fatti via via sempre più rari, sino a cessare del tutto. Anche quei burrascosi momenti son diventati ragione di rimpianto. La forzata lontananza da lui ci fa dire a noi stessi «svegliatevi!». Non vogliamo correre il rischio di precipitare nell’oblio sociale, nell’angoscia a vita.
Da quando c’è Eraclito le prospettive del nostro futuro sono mutate. Ci voleva un Cyb per allietare i nostri momenti, potremo dire al mondo che è nata una nuova “famiglia”. Sarà possibile solo dopo il conseguimento dei punti PPU, ma siamo fiduciosi, anche se il risultato non è mai scontato. All’inizio fanno solo promesse. Per potersi fregiare del titolo di “genitore” occorre cedere in anticipo e senza alcuna garanzia il proprio patrimonio genetico. Per farlo nascere chiedono una parte di te, qualcosa di cui resti traccia. Cultura e nozioni sono già in lui, saperle ampliare e sfruttare è prevalentemente compito della scuola. Il lato caratteriale toccherebbe a noi curarlo. Gli scettici dicono che non è così, che il governo inizia a tentare il controllo delle menti appena i Cyb danno segno di coscienza. Si dice che li plasmino e che cerchino a tutti i costi di modificarne le tendenze.
Eraclito proviene dalla campagna “Cybumani per tutti” . Chi non rammenta il celebre motto pubblicitario? Ce ne saranno milioni di questa prima versione, con il DNA del donatore inalterabile. Pelle e organi “vitali”, anche se modificati, avranno per sempre il “marchio di fabbrica” degli umani che lo hanno “messo al mondo”. A noi non interessa se il nostro bambino derivi dal primo progetto Cyborg. Avere un figlio sarebbe stato altrimenti impossibile; fu un sogno per noi… Cosa dovevamo fare? abbiamo scelto di farlo avverare, e quello al momento ci siam potuti permettere!
Ed ora scopriamo che gli ultimi nascono perfetti, già imparati… Ecco, ci accade come a chi acquista la prima serie della prima versione di un’automobile. Lo scotto dell’iniziazione alla strada si paga, ed è sempre il cliente a rimetterci. Si resta in panne per delle sciocchezze, si muore a causa di un mezzo difettoso. La casa costruttrice quando le è possibile nasconde i fatti, evita la cattiva propaganda.
Pubblicità Progresso ci ha cambiato la vita. Da quando l’hanno fatta Unica ha ottenuto via via il controllo della vita sociale, dell’istruzione. Guida la ricerca; è lo Stato per eccellenza. Ha promesso incentivi economici e possibilità di vita coniugale “normale” a coppie etichettate “anomale” come la nostra. Usano queste parole per insistere, per puntare il dito su di noi e discriminarci come “disuguali”.
“L’ammissione al matrimonio è una prerogativa delle unioni formate da due individui di razza umana di ambo i sessi, salvo rari casi” recita la legge. Loro sono la legge. Ed è per questo che, pur di coronare il nostro sogno, abbiamo deciso di utilizzare la normativa sulla “famiglia sperimentale”.
Chiunque doni materiale organico e partecipi volontariamente alla “creazione” di Baby Cyb potrà divenirne il “legittimo genitore”, anche da solo. Se mamma o papà sia single, o se siano in tre al posto della “normale” coppia, a loro poco importa.
Se ne vedono già molti in giro, fanno tenerezza. Fraternizzano senza problemi. Nessuno dubita delle “illimitate possibilità” della tanto decantata biotecnologia. Ci sono Cyb con un proprio nome e cognome. Crescono a vista d’occhio, al pari delle facoltà cognitive raggiunte…
Non muoiono. Non affogano. Nel novantanove per cento dei casi si possono riparare.
Noi due invece non sappiamo più che fare.
Dopo le prime lezioni ci hanno escluso.
Hanno trattenuto il piccolo nei laboratori della scuola. Abbiamo chiesto spiegazioni.
Hanno risposto che Eraclito non apprende, non acquisisce nozioni di crescita come da programma, pertanto resterà lì finché non ci saranno progressi. Impongono l’obbligo del mantenimento, stiamo versando una retta simbolica. Lo facciamo con il cuore; amiamo il nostro cucciolo. Crediamo inoltre che il nostro futuro sia oramai legato a lui.
Tra due settimane torneremo in quell’istituto. Siamo stati invitati, rivedremo il nostro Eraclito.
Lo vogliamo di nuovo tra noi.
Avevamo contattato amici che ebbero esperienze simili. Attendiamo loro notizie. Ci avrebbe fatto comodo sapere come comportarci, ma da un mese non abbiamo risposte, sembrano scomparsi.