Archive from luglio, 2010
Lug 28, 2010 - Senza categoria    1 Comment

4) normalità

 

Segue dal terzo post:



4) normalità



…esse, queste coscienze alle quali in precedenza accenno, sono relegate nel fosso, a galleggiare in superficie, al riparo dalla ragionevolezza, nella banalità di ogni momento, anche nostro, detto anche “normale”.

La banalità del male. Tanto ben descritta dalla Arendt, e si ripete, come a Srebrenica precisi quindici anni or sono, in ogni parte del nostro mondo.

Ho citato solo uno dei tanti orrendi episodi.

Avrei voluto restare “asettico” . Nel senso di non rammentare fatti, tenermi sul vago.

La memoria va vissuta; se altrui, già passata, tanto meglio: un’esperienza in più senza farci ulteriore male.

Basta prenderne “visione”.

Occorrerebbe però sviscerare il “momentaneo contesto” in cui il “male” prende il sopravvento.

È cosa necessaria; è importante per chi tiene alla ricerca di verità senza interferenze “epocali”.

Intendo dire che nel passato ci sono stati dei casi in cui il “male”, come da noi oggi inteso, era la “normalità” . L’abitudine “culturale” della maggioranza delle genti che vivevano in un tal contesto.

Citerò, ad esempio: “a Sodoma i sodomiti si ritenevano normali”.

Anche ottanta milioni di tedeschi, o comunque la stragrande maggioranza, si ritenevano “normali” nell’aiutare e appoggiare, in un modo o nell’altro, il genocidio più infame che storia rammenti.

No, no, non è mia intenzione banalizzare.

Non è così semplice… se i carnefici di cui sopra non fossero stati, in molti casi, aiutati dagli stessi Ebrei non sarebbe stato loro possibile perpetrare il misfatto, e comunque sarebbe stata tutta una altra storia.

Tornerò sull’argomento.

Voglio assicurare che ogni cosa che è stata, o sarà, qui da me argomentata, è tratta da fonti assolutamente certe e quindi verificabili.

Non che essendo certe non siano “discutibili”, discutibili nel senso che esse possano essere oggetto di indagine e di pacati ragionamenti…



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Lug 22, 2010 - Senza categoria    7 Comments

Terzo post breve: inizio del viaggio

Segue dal secondo post


3) inizio del viaggio


Andando avanti nella lettura ci si accorgerà della deviazione da ciò che a primo impatto poteva apparire un “semplice discorso”, un viaggio “privato”.

L’emozione “interiore” sgorgata dalla reazione ad una altrui azione ha fatto da scintilla.

Il carburante lo metto io.

Il comburente lo si può prendere a dosi massicce dallo scibile umano.

Per non perdermi userò “segnali stradali”, commenti e considerazioni. Pervenuti, o che perverranno.

Non solo.

Passo dopo passo avremo la possibilità di aggiungere dati recenti a fatti più o meno sconcertanti che balzano, oscillanti, ai nostri occhi. Questi, se non tenuti “coscientemente” a bada, spesso tendono a snaturare, prima, e banalizzare, poi… Ogni cosa.

Non posso non ammettere di essere influenzato dalle mie attuali letture e ricerche… Vi sono libri che “decantano” popoli e le loro immani sofferenze senza colpe e senza colpevoli.

Soffermarsi con pacata ragionevolezza su di ogni questione, anche su quelle “scomode” per l’umanità, non vuol dire essere immuni a positive emozioni: milioni di persone alle camere a gas?

“Ma basta! sono cose del passato…” .

Ecco.

Coscienze relegate nel fosso nel fosso delle “banalità”…


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Lug 9, 2010 - Senza categoria    4 Comments

I dispiaceri

 

Segue dall’ultimo post.


2) i dispiaceri


È chiaro perciò che l’ipotetico “primo soggetto” in precedenza menzionato è stato preda di istinto. Come spesso agendo d’istinto accade, le mosse non ponderate, qualsiasi azione da questo, o questa, perpetrata, si trasformerà in un atto di autolesionismo. A lungo o breve termine che sia. Quindi, anche se il soggetto umano in questione ha creduto di agire in fin di bene ha “costruito” dei dispiaceri. Atti che a sé, nell’immediatezza, risulteranno un bene, una conquista.

Aggiunta qualche scusa interiore, che gliel’ha resi legittimi, vivrà, se gli sarà possibile, qualche attimo di felicità.

In realtà si è trattato egoismo.

Se se ne renderà conto avrà sensi di colpa… Potrà redimersi e il rapporto con gli altri crescerà.

Se altrimenti continuerà imperterrito ad escludere la propria coscienza, a non “presenziare” l’altro, il contendente, dai suoi privati ragionamenti, non sarà più capace di seguire il filo che lo potrebbe portare fuori dal labirinto dell’illogicità.

Non si dovrebbe mentire, se poi non si ha il coraggio per poter splendidamente ammettere di essere stati bugiardi sino ad un attimo prima…




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Lug 4, 2010 - Senza categoria    3 Comments

Emozioni, post n.1

Emozioni, post 1



Mi sono emozionato

Tu ti sei emozionata; egli non si emoziona: non è vero; tutti hanno emozioni.

Non tutti le dimostrano allo stesso modo. Non tutti sono disposti a rischio pur di provarne.

L’emozione non è aver caldo o freddo. Quelle sono sensazioni, come i brividi, i fremiti. Infatti sono le emozioni che possono provocare le sopra citate sensazioni, e mille altre. Anche malori, anoressie. Se non si è soggetti sani si può morire dalle troppo forti emozioni, si può morire d’amore perché è un sentimento che ne provoca. Raramente ma accade.

Quindi c’è il male, il male che viene spesso provocato da un soggetto umano su di un altro senza che il primo se ne renda minimamente conto. Come fa a non rendersene conto? Semplice: agisce senza ragionare, senza far di conto dell’altrui sentimenti…



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