Archive from novembre, 2010
Nov 27, 2010 - Senza categoria    1 Comment

Velia terza parte: Uomini felici per poco.


Velia: Uomini felici per poco


«Tre etti son troppi, avevo detto due, ragazzo, sei nuovo?» …ma è un bambino! invece di scoparmi con gli occhi potrebbe anche stare attento a ciò che fa. Ma dove guarda? possibile che devo vestirmi come una suora? «…vuole anche il gambuccio? Signora? Ho anche l’osso se vuole…» il bello è che sorrido, avrà l’età di Lorenzo; «No, cosa ne devo fare, da me non piace a nessuno; puoi prendermi le patate per favore?». Vado alla cassa, sento i suoi occhi incollati dietro; insisteva Carlo stamattina, voleva entrare; devo dire a Pina di tenerlo a guinzaglio, si è messo qualcosa in testa? Per fortuna Pina stava arrivando… devo svegliarmi. Basta sognare! non mi molla più neppure quel Rodolfo là; seh! Rodolfo… ‘fanculo, un po’ più di fantasia no? ci si mette anche lui cazzo, messaggi giorno e notte; e per fortuna che siamo lontani, ma non si accorge che non rispondo? Ma chi se ne frega, non è reale, lo blocco. Giulio inizia ad insospettirsi, i ragazzi pure, non sono mai stata tanto in rete, mio marito non è uno stupido e, sapete che lavoro fa? È il classico idraulico! no non ridete vi prego. Credo che non sbirci le mie cose, per rispetto, ma non ne son certa. Lui non va a fantasie, non è “poeta”, lui; neppure Pina giovane, s’è fatta scappare. Sì sì, la santarellina, già sposata, ch’erano in crisi con Carlo che se ne era andato fuori senza avvisarla, chissà cosa fa ora! e chissà a quante altre ripara le tubazioni il mio maritino, di chiacchiere ne sento tante, fin troppe, loro dicono di no, certo, negano. L’ultima non me la doveva fare, la “vedovella” poteva pure aspettare che si facesse giorno per farsi riparare la perdita «ha i bambini nell’umidità, non hai cuore» ho dovuto mandar giù. «Sono diciassette euro e cinquanta, ha spicci per favore? Anche due e mezzo vanno bene» non vedete che sto pensando? tenetevi i vostri soldi, ecco! c’è andato a letto con la troia, proprio perché dimostrò che era tutto regolare, fattura di 250 euro. Non so quando è tornato, dormivo. Pina dice che penso troppo, a lei non interessa che il suo Carlo spazzoli gli occhi sui culi di di ogni età. Sergio insiste che gli uomini non sono tutti uguali, che le persone non sono tutte uguali… sono io a non sapermi regolare secondo lui, e allora? Lui cosa vuole? «Signora signora» mi volto… «si è dimenticata le patate» enorme il sacco che destreggia sulle piccole spalle, non pare gli pesi, più muscoloso di Lorenzo «ma no, cosa fai, son troppe, e poi come le porto su?». «Le porto io, non si preoccupi, ha la macchina?». «Sono venuta a piedi, ho casa qui, dietro le scuole… ma no, dai, non fa nulla, lascia perdere» esce, mi segue. Mio figlio col cavolo l’avrebbe fatto, sorride pure, pare felice, s’aspetta la mancia…

Continua

Nov 17, 2010 - Senza categoria    3 Comments

Velia seconda parte: Sbandamenti

 

Seconda parte. Sbandamenti

È l’urgenza uno dei mali dell’umanità, non riconosciuto, ambiguo, nascosto nei meandri delle cose possibili in un improvvisato momento… non hai il tempo di discernere “verità” dai tuoi vari io… non sai capire chi davvero “comanda” in te. Sbandi, ti riprendi, ne sei convinta, come sai che è certezza effimera la tua… tremi, vivi; vivi davvero; questa è la vita pensi… sì lo penso, che questi pochi istanti resteranno indelebili, secoli, angoscia che si perde in un batticuore fuori tempo… fuori luogo, parole mute che sanno raggiungermi… senza sonno stanotte scrivo… ho deciso di stare al gioco, di risponderti colpo su colpo Rodolfo, non oggi, forse domani, ma oggi… no no non si può oggi. Non si deve, sotto sono a disagio; vorrei potergli parlare… di togliersi da lì che non lo vedo… è ciò che vuole. Essere dolce e violento nello stesso momento. Cosa sto facendo. Sono impazzita? Dove stai andando Velia non eri quella fedele al cento per cento? ti vantavi di questo con Pina e sua cognata, e le altre amiche, ed ora ti fai dire «Sono io che conduco»? cieca… mente… persa «devi fare ciò che voglio, sei mia, sei mia; la mia…» e giù parole che mi fanno sobbalzare, pazza, sono io che voglio, lo so, potrei chiudere, bloccarlo. Lui di certo non mi vede, non comanda la mia mano, non sa davvero cosa penso, a cosa, penso. Poi, nelle immagini, nei miei occhi socchiusi, lui sta sbiadendo… è prepotente Carlo di Pina, fantasia che riesce a prendere il suo posto; non mi è mai piaciuto come mi guarda, i suoi occhi sbavano sui miei fianchi, lo sento rude, troppo rude, ma ora mi è sopra, pretende da me, pretende tutto da me, lo lascio fare, non lo saprà mai… approfitto, devo approfittare. Rodolfo insiste, riprende il sopravvento perché le sue parole sono “consistenti”, più reali dell’onirico Carlo, va bene, apro bene gli occhi e leggo, quanto è divenuto volgare, esige che gli dica cosa sto facendo, vuole sentirmi, che sta vedendo la mia foto, le mia labbra, che immagina, che io… lo accontento.

Continua…

Nov 13, 2010 - Senza categoria    2 Comments

Velia, prima parte: Confessioni

Velia.



Velia è una donna “composta” di vite diverse; una Vera Donna, ragazza e femmina; è moglie o lo è stata, è madre… è una “sintesi” divenuta realtà, ed “ha quindi deciso” di liberarsi dei suoi segreti, in questi appunti, che posterò per “Lei” piano piano, commentando, se crederò opportuno.




Confessioni. Prima parte


Il mio nome è Velia. Cognome, professione e indirizzo ve li darò più tardi. Una vita è lunga da raccontare, non sempre lo si vuol fare, ma ad un non dato punto dell’esistenza si cambia; e basta a volte una frase detta da qualcuno che neppure si conosce per sconvolgerti. É certo che se ciò accade “qualcosa” vi manca ma non ve ne rendete conto… Ecco, ve la leggo: “Occhi narcisi, non sai che la mente dal cuore è divisa?”, vi piace? Bella frase vero? No? È banale? Beh su di me ha fatto presa, forse ne avevo bisogno, di un po’ di poesia «pensata per te dolce Velia, che nome da sogno che hai…» complimenti a non finire; gli uomini ne fanno, si sa, e a me non solo per il mio nome; ma lui è speciale, ha saputo incuriosirmi, non son riuscito a togliermelo dalla testa, ed eccolo qui, che crede di poter far di me ciò che vuole… non sono stupida! sono stupida? Può darsi. Non gli do nulla, prendo solo, da lui, mi fa star bene, e poi… Parole, sono solo parole nero su bianco; dolci e piccanti, ma ora che scrive? Matto! fermati, cosa dici? No no. Chiudo. Esco da lì, vado alle immagini, alle foto, ai suoi occhi azzurri, e cambio ancora, volti che salgono e scendono: i miei occhi che ballano… ancora e ancora, a scatti; è la sinistra a battere i tasti, e torno a leggere, mi è nell’anima… parole che trasmutano in fatti, l’altra mano agitata, al ricordo di pochi secoli d’angoscia…

Continua…