Archive from dicembre, 2010
Dic 31, 2010 - Senza categoria    1 Comment

Velia settima parte. Il piano è perfetto

 

Velia

Settima parte. Il piano è perfetto.

…continua il tuo programma Velia, sì passa al negozio, è qui dietro; anzi, aspetta, non passarci più, che ti frega di Maurizio, non senti come sono salate? hai le lacrime agli occhi, tanta rabbia dentro e manca un’ora all’appuntamento. Ora che fai non ci vai più in libreria? tu non sai neppure come ci sei arrivata dove sei ora, sotto a “quel” portone… il cognome della tua “rivale” non riesci a trovarlo sui campanelli; in realtà non lo sai, non ricordi. La macchina di tuo marito è là che pare ti voglia dire qualcosa… ti avvicini; il lampeggiare dei led dell’antifurto ti fanno tornare la memoria: le chiavi di scorta, sì lei hai; ma dove, a casa? No no e già stai frugando nella borsetta, le tue dita riconoscono i gingilli del portachiavi. Scacci via i pensieri relativi alle conseguenze, li eviti creando barriere mentali mentre aggiusti sedile e specchietti. Vai. Piano, al minimo, così scorre via la macchina sull’asfalto “il piano è perfetto perché non c’è piano” pensi allungando le marce, indecisa se passare da casa. Sì ci passi. Parcheggi vicino alla metro, fai il quasi chilometro che ti separa dal tuo guscio diciamo di corsa. Sali. Pensi di prendere qualche tua cosa, almeno un cambio di tutto. Stai scegliendo i capi, ci ripensi, non vuoi che ci sia premeditazione nelle tue future mosse. Prendi ugualmente un paio di capi, scarpe, cose tue, soldi ed altro. C’è una borsa nel baule della quale nessuno sentirà la mancanza… Un’occhiata al display del cellulare, vedi l’orario, se ci son messaggi. Vorresti fare mille altre cose ma chiudi la porta senza mandate. In auto ci si rilassa, e pensi che sei stata ad un passo da entrare in casa di quella sgualdrina e fare chissà che scenata, e prenderle da Giulio magari.

«No Lorenzo non ci sono questa sera, non so, forse torno ma se torno… torno tardi, tardi tardi tardi amore di mamma!». «Mamma! Non chiamarmi così, ho il vivavoce… meno male che stanno fuori, eccoli; ci sono gli amici, Manuela… ah senti ti sta cercando papà… Pronto? Pronto? Mamma pronto?».

«Buon giorno, sono venuta per la presentazione di…» sorrisi, tanti sorrisi; mi indicano il banchetto con la pila di libri, sì, titolo e autore corrispondono, è qui che… chissà se…  «Velia?» il mal di testa è la scusa del secolo, non voglio che quest’uomo, Sergio, sappia i fatti miei, gli sorrido, ci sediamo, un drink sì mi serve proprio, ma fingo di avere poco entusiasmo, che non bevo, cioè bevo poco. Dopo mezz’ora di chiacchiere io sono al secondo, è un prosecco adesso. Lui è al terzo. Parlo di tutto, di libri e di vita, e ogni cosa in questo frangente mi sembra senza interesse, inutile. Ho la testa altrove: uno dei miei pensieri raggiunge Altamura, Gioia. Mia sorella non mi dirà di no, mi serve un periodo, un distacco. Le telefonerò, ma non me la sento di guidare così tanto, chissà se Sergio…

«La matta! No no, dai, sì sì, certo che ti aspetto, ma se ti devo dire che sono felice Velia no, quello no, è che… no, non mi devi chiedere questo… di Giulio non mi frega nulla, ma i bambini! sì va bene, muta con tutti, ma tu…» «Non mi va al telefono Gioia. Non farmi dire, ti spiego poi; sì mi faccio accompagnare, la macchina la lascio da qualche parte, serve a Lorenzo… ma da quanto manchi? magari fossero ancora bambini».

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Dic 24, 2010 - Senza categoria    1 Comment

Velia sesta parte. Chiodo scaccia chiodo

 


Sesta parte. Chiodo scaccia chiodo

…sono io, son fatta così… perché? e perché tu mi spingi a farlo? Sì. Lo sai bene che sei tu che agendo così mi spingi ad andare con il primo che capita, maledetto! e… se poi mi piace, Giulio, vado anche con un secondo, e magari anche un terzo, perché no? Di cosa dovrei aver paura io se non ha paura lui; no, non ha sensi di colpa mio marito! che cosa abbiamo di diverso noi donne? Io, sì, è vero, sono io che non varco il Rubicone; non so se ne sono capace, ma lo farò, prima o poi, forse; molte si divertono, e lo ammettono; ed almeno a me non parlano dei famosi “sensi di colpa” perché l’amore è una cosa dicono, e il sesso un’altra. Potevo iniziare col ragazzino, con Maurizio, giocarci un po’. E poi? Cosa sarebbe accaduto? Una relazione sarebbe impossibile, eppure me lo ha fatto capire che non aveva nessuna fretta di tornare al negozio. Ce l’ha messa tutta poverino, e non li voleva no i cinque euro, chissà cosa si era messo in testa, e a pensarci bene m’ha fatto certi complimenti che da Giulio me li sogno, neppure le prime volte… Non m’ha detto nulla quando l’ho mandato via con la scusa di Lorenzo che tornava, ma si vedeva ch’era offeso… e non credo mi abbia mandato brutte parole, si scherzava. Si divertiva a vedere le mie foto; eccitato? con me? Non mi è chiaro, beveva il prosecco, in silenzio. Ha un bel fisico, il corpo; e poi… quella mattina poteva tornare Claudia… meglio evitare impicci, di qualsiasi genere. Sì lo so che penso troppo. Avrei dovuto ubriacarmi forse, stirare meno camice a Giulio e pensare un po’ di più a me; cercare l’amore di sempre giocando un po’. Esisterà l’amore da qualche parte? Mi ha chiamata Claudia: «Avete discusso di nuovo tu e papà?» e il senso di frustrazione si è acuito; le ho chiesto come faceva a saperlo. Muta. Anche lei mi ha rimproverata, che non le ho preparato le cose per il viaggio, non sa cosa mettersi: cosa mi prende che sto sempre al computer, dice. Pure lei! Sì sto piangendo, tutto inutile, sacrifici inutili, ma non è ingratitudine quella dei figli, è solo che non sanno, non possono comprendere, non ancora… ogni cosa a suo tempo, io tra poco esco, vado ad esplorare un nuovo sentiero, altro che vita virtuale! Come devo vestirmi? Come sto? L’intimo non è nuovo… ma cosa ti accade Velia, ti hanno invitato a prendere un caffè in una libreria mica a chissà che… Sai cosa faccio? passo al negozio da Maurizio, devio un pochino, tanto devo ordinare per stasera… Sono già fuori, cammino lesta con la testa tra le nuvole, ma… quella laggiù, la macchina di Giu lioo? Attraverso la strada, mi avvicino sino ad avere una certezza, svuotata; cosa ci fa lì, ah! In quel palazzo, la vedovella, al terzo piano. Lui… starà lavorando, giusto, sempre a pensar male io eh! strano che non ha chiamato ch’è tornato prima da Rieti; ma tant’è, anche questo è un segno, svegliati Velia, non dicevi che li stavi cercando? Vai, come una vera donna, vai ora, senza remore!

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Dic 14, 2010 - Senza categoria    2 Comments

Velia quinta parte. Lui

 

 


…al cuore delle donne

Come
Un amore
Onnipresente
Radiosa sei per me
Eterna rosa




Velia

Quinta parte. Lui

«Velia sei pronta?». La voce di Giulio mi giunge lontana, la sua immagine è nebbia nella mia mente; mi cerca solo per stronzate, mi devo alzare per ogni nonnulla. Continuo, ho da fare, c’è un commento: “bella foto” sì sono io… rispondere, rispondo: ti piace? scrivere, leggere… mi piace. Un dono, fiori; sì sono belli, grazie, bei fiori «Velia sei pronta?…» cazzo ancora, cosa vuole? «non ti posso mai chiedere un favore Velia! per una volta sbrigati no? Cosa stai facendo? Neanche mi rispondi? Non mi dire che stai ancora addosso a quel computer di merda, se faccio tardi domani non lo ritrovi più» ma cosa ha stasera, non gli frega mai nulla di me… «Il meccanico chiude stronza!» Ah! la macchina; sì sì devo accompagnarlo a riprenderla, ecco stacco stacco; il trucco il trucco «un attimo Giulio, sto finendo di sistemarmi, beati voi uomini: vi alzate dal letto, due minuti e siete in strada. Eccomi. Arrivo». «Stavi in chatt, almeno non prendermi in giro; chi è quel fesso che parla con te?» «Mica uno solo, tanti guarda! Ma è quel sito che ti dicevo: si scrive, si legge, commentano…». «Vi ci mancava solo il computer a voi femmine! Prima lacrimavate per Rossella Ohara e i fotoromanzi ed ora protagoniste crocerossine». «Ripara questa porta, invece di dire stronzate… La serratura non funziona; che tu sei diventato geloso non ci credo. Il rischio è che resto chiusa dentro, non senti come fa? Senti senti: gira la chiave, qui, sotto le dita, come di metallo che sforza, si incastra» «Sì, proprio ora mi ci metto a farlo, come no, perché sei bella. Tu perché ti chiudi a chiave? Lorenzo non c’è, non c’è nessuno» gli devo dire tutto? Ma perché? Una donna non può avere una propria intimità, non vale la pena neppure affrontare certi argomenti con loro, sono uomini, non capirebbero. Si sa come ragionano, usano “quello” come argomento, sempre e solamente quello… e ora cosa altro c’è? guida lui! Già, si deve sbrigare… al solito mando giù, una rabbia! non mi va di scatenare la lite, rimando, forse sbaglio, è vero che se non lotto finirà tutto… se fa tardi mi dà la colpa «hai il muso da mummia quando stai con me, davanti allo schermo invece sei sempre sorridente. Non sei tu che ti devi lamentare Velia; la sera non vieni a letto e va bene, e non dico nulla! ma tu oramai te lo porti anche in bagno il computer…» insisti Giulio insisti, neanche meriti risposta, se io voglio finirà tutto, ma sto zitta, non so se voglio… «…Velia stai attenta, già te l’ho detto, non lo trovi più» non ce la faccio non ce la faccio: «Sei tu che non trovi più me qualche sera, stronzo!» ho urlato finalmente! gliel’ho urlato in faccia! se non eravamo in macchina m’avrebbe picchiata, l’ho letto nel suo sguardo «Ahh! Allora è come penso io? Hai trovato “l’amore” là dentro? Puttana!». «Non ti permettere, Puttana è tua sorella, non sono Pina io! fammi scendere, fermati qui, adesso». «Finiscila Velia, piantala!» si ferma? Cosa fa? non deve minacciarmi, non deve… «Ora che fai? Velia… Guardala… ecco questo tu sai fare, frignare come una bambina. Con me le lacrime non servono Velia. Falla finita, basta! datti una sistemata, siamo arrivati, non ti si può guardare» non reagisco, il trucco si è sciolto ma Giulio scende impassibile. Vado alla guida e aspetto se la sua è pronta; sì, la ritira. Bastardo se ne va senza dire altro, neanche un cenno. Manda già anche questa Velia, non hai saputo reagire neppure oggi…

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Dic 5, 2010 - Senza categoria    3 Comments

Velia quarta parte. Bisogno d’aiuto

 

Velia

Quarta parte. Bisogno d’aiuto

«Tu hai bisogno d’aiuto, non puoi continuare così». «Così come, cioè? Sergio, non ti seguo». «Io ti voglio bene, per quanto possa da qui, da lontano, ma non sono stupido…credimi». «Non prendermi per cretina, scemo! scusa, ma a te cosa interessa? Non sei mica mio marito! sei geloso?» rido; ho saputo della nuova impresa di Giulio, e questo pugliese, questo Sergio qui che continua a scrivere di me come di una donna nella quale non riesco a riconoscermi: dolce e gentile, dice lui. Banale adulazione, è chiaro. Sono sicura che anche lui è come tanti, come tutti. Spinto da un interesse, dalla voglia di… «Ascolta Sergio. Mio marito ne ha fatta un’altra delle sue, credo, dicono; mi accorgo che non mi cerca più, almeno come prima, certe volte peggio di prima, come se volesse sfogarsi come… quasi con violenza» mi piace confidarmi, senza vedersi, incorporea intimità, specie con questo scapolo incallito, ‘sto Sergio. Non pretende nulla, solo che insiste nel voler farsi leggere le scemenze che scrive, commentare… «Tu sei un amico, un vero amico, dammi un consiglio: questo amico di famiglia insiste ci sta provando di brutto con me, cosa dovrei fare, secondo te?» «Dipende, tu lo ami? Gli vuoi bene? Ma… mi stavi raccontando di quel ragazzo, com’è andata a finire con lui? Ci hai fatto l’amore?». «Ora stai esagerando Sergio per chi mi hai presa? Non credere; ci vuol tanto poco a far felice voi uomini… io non amo neppure mio marito, figurati». «Non ti seguo, ma quanti anni ha quel tuo amico… come si chiama? Dimmi i nomi, son tanti, altrimenti mi confondo». «Parli di Carlo? Carlo di Pina è più vecchio di me, e di Pina, e anche di Giulio…». «Ma no dicevo il ragazzo delle patate, che è venuto in casa tua, emh, alla fine, è venuto in casa tua?». «Basta Sergio, anche tu ora? …ti devo salutare, ok? Ciao». Battute stupide! anche Sergio ci si mette? A pensarci bene non è la prima volta, solo che lo fa gentile, attento; non me ne accorgo, crede lui, come l’invito quando verrà a Roma ad andare a quella libreria là, un aperitivo, e chissà cosa gli frulla in testa. Cosa vuole adesso? Perché insiste? «Va bene caro va bene; ti lascerò il numero, se deciderò di venire, ma ora no. Comunque non credo, non so; dicevi di Maurizio, ha 21 anni il ragazzo delle patate» mi viene da ridere. «L’età di tuo figlio». «Sì!». «Fate ancora l’amore? Tu e tuo marito, intendo». «…raramente, quando va a lui; come, vuole lui. Altrimenti ha il mal di testa: il mondo si è capovolto Sergio». «Io non avrei nessun male, guarirei, e farei guarire, dai mali; solo pensandoci Velia, io, mmm… ». «Lascia stare dai, ne ho anche troppi di spasimanti, ci manchi solo tu…»

Continua…