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Mag 25, 2011 - Senza categoria    2 Comments

Velia. Post 18, Malsana idea

Post 18 Malsana idea.

La luce si accorcia giorno per giorno, e di tramonto in tramonto è arrivata la fine d’Agosto, sulle labbra un malinconico sorriso. Questo non è il mio ponente, e stasera varrebbe ben altra musica, altri uomini. Sergio mi manca. Nicola è presente, sempre presente. Forse troppo presente, insieme a Martino; gentilissimi tra di loro, e con me, da farmi venire la malsana idea che si potrebbe ingelosire Stefania.

La stiamo aspettando, andremo noi da lei quando arriva. È ancora impegnata negli interrogatori, al comando. L’hanno preso. Mio marito l’ha beccato la polfer a Taranto. Si stava avvicinando, piano piano, un tour tra i pendolari, per passare inosservato, il bastardo. Dovrò andare in caserma; non oggi non domani ma dovrò andare. Non mi va, non voglio, ripeto nervosa a me stessa andandomene in giro per casa. Mi blocco al computer. Cerco biglietti per la Germania. Meglio Parigi. Londra? Tra i siti salta fuori Facebook. Sergio. La sua pagina. I suoi figli non l’han voluta chiudere. Quanti messaggi, strazio e qualche lacrima sulla tastiera. Consideravo lugubre l’idea, invece… ce ne sono molte mi dicono, di persone scomparse, di giovani soprattutto. Segnali che tutto muta, si sposta. Indago la mia ignoranza, per non perdermi. Decifrare contesti con i miei inadeguati parametri. La mente viziata dai pregiudizi. Non sono più giovane, non sono una cosiddetta donna moderna. Navigo a vista, galleggio. Voglio un porto per la mia anima. Voglio la mia tranquillità. Io ci sono, esisto. Scaccio l’idea di rivedere Giulio. Stefania mi assicura che non ci saranno faccia a faccia. Sarà il giudice a decidere, comunque. Fatto sta che ho ritrovato il sorriso, ed anche il tempo per guardarmi intorno, e ficcare il naso… Nicola è simpatico. Mi viene a prendere, mi porta da Martino, e con Stefania si passano serate. Non esco mai da sola, Nicola mi rispetta sino alla noia. Chiede come vanno le cose a Roma, i miei ragazzi, si comporta interpretando… Non esce mai con il suo amore, con quello visto in foto. Quindi la domanda mi sorge spontanea: suo figlio, Gabriele, sta imparando a scrivere, gli manca tanto, dice cambiando abilmente discorso. Passa al rapporto con la moglie. Lei non gli vuol concedere il divorzio. Vorrebbe ritentare. Nicola si rabbuia. Né odio né amore, mi confessa, non prova più nulla, per nessuno. Improvvisamente ansioso mi dice che non comprende infatti come mai si sente attratto da me. Lo dice serio. Per non ridere mi mordo le parti interne delle labbra. Cosa avrà inteso? Quali considerazioni gli avrò suscitato? una buona per fare esperimenti? Non cambio discorso: «Nico, sei un dolcissimo amico. Punto! Tua moglie ha ragione. Torna da lei. Da tuo figlio, vedrai, si cambia, sai, nella vita tutto muta…».

Siamo arrivati. Scendo di corsa e saltellando sull’aiuola vado ad abbracciare Stefania.

Dieci minuti e mi dà la notizia: «Giulio si è pentito». Mi osserva e contrita continua. Mi sento mancare alle parole “ché quell’uomo” sarebbe Sergio “mi ha provocato” . Così ha detto il bastardo al giudice. Vorrebbe chiudere tutto. Uno spiacevole incidente. Ci sono testimoni che affermano il contrario eppure l’avvocato ha chiesto gli arresti domiciliari. È incensurato. C’è qualche rischio, anche se la storia di Lorenzo gioca a suo sfavore. I giudici a volte vivono su un altro pianeta, e ne è tanto convinta di questo Stefania. Ne ha parlato anche con il suo comandante, e col capitano e altri cercheranno di dimostrarne l’estrema pericolosità.

I momenti di felicità sono fiori in preda ai venti, agli scrosci d’acqua. Come ho fatto a credere di poter tornare a vivere? Giulio Esiste. Uscirà. È un uomo, non è un sogno. Non è un fantasma a perseguitarci. Pensieri cattivi, ancora malsane idee mi insistono in mente… Lo devo a loro. Ai miei figli. Devo, fare qualcosa…

Continua…