Archive from settembre, 2011
Set 18, 2011 - Senza categoria    1 Comment

Irene e Martina. Una ragazza come tante… Post 3

 

Irene e Martina, una ragazza come tante.

Post 3

L’uomo se la squadra ben benino. In questo momento no! Non le va. Proprio no. Senza sapere il perché. Sa che dovrebbe gentile, cercare di lavorare…

«Quanto vuoi?» quello interrompe i suoi pensieri.

Irene neanche lo guarda in faccia. Età o viso non fanno differenza. Abituata sorride. Ecco la mia forza, si dice. Ed è dentro di sé che prosegue il ragionamento, quindi spara: «Cinquanta euro!»

Brutta smorfia dell’uomo. Digerisce il prezzo. Sorriso forzato. Finge di addolcirsi. Lei allora lo guarda meglio. Non sarebbe neppure brutto. Sui quasi quaranta.

Chissà perché viene a cercare in mezzo alla strada. Irene si pone spesso domande come questa. Valuta. Non è male. Mica come quello scempio di Ivan.. Thova è carino; peccato non gli piacciono le donne, cioè non più… E sì proprio strano. Ne deve aver avute troppe. Pensieri tanti in un attimo. Il tempo basta all’uomo per pensarla a modo suo: «Se te li do che mi fai di speciale? Lo sai che hai un bel sedere? …sì che te ne do cinquanta, andiamo?».

«Dietro no!».

L’italiano perfetto non lo imparerà mai. I clienti cosa vogliono lo capisce al volo. A lei basta. Un ghigno di prepotenza prende il posto dell’espressione falsa dell’uomo: «E allora? cosa cazzo fai di tanto speciale? Scopi senza?».

«Vai a farlo co’ tu sorella, senza…». Irene cerca la lite.

Non può farci nulla. Oggi le gira così.

Estrae il telefono. Pigia tasti. Si volta verso il prato. Parla la propria lingua.

L’uomo s’incazza. Bestemmia.

Scende senza spegnere la macchina. La lascia in moto. Con lo sportello aperto…

Non molto lontano da là Martina affonda l’esile piede.

Il motore romba allegro. Va che è una meraviglia.

Lei è felice. Scarpe di jeans sottili. Sente forme e contorni del pedale mentre accelera. Ogni cambio di marcia ci va giù con gusto. Neppure quando esce mette i tacchi. Dove ci va?

A fare la spesa?

Le antinfortunistiche le odia. Orribili! Rischia a non indossarle. Ugualmente le evita. Le porta lì con sé perché non si sa mai.

Il rombo del motore la prende. Le piace. Gusta la guida. Nel cuore sin da piccola, con papà. Al nord, nelle cave di porfido, lo aspettava giocando con il cambio.

Cocciuta e capricciosa è andata contro tutti, sino a prendere la patente professionale.

Sorride ai ricordi. Carezza lo sterzo, il suo bestione… Qui è diverso, di colleghe se ne trovano raramente da queste parti.

Decelera.

Affronta la curva con perizia, si prepara alla salita, spinge di nuovo il pedale.

Martina è consapevole di non comportarsi come la maggior parte delle ragazze. La Domenica lava e ingrassa il suo cassonato invece di pensare a divertirsi. Con chi? ragazzi? Meglio il camion. Non la tradisce, ed è snello malgrado la mole. Ottimo su strada. Speciale mezzo d’opera, ultimo uscito di quel segmento con i suoi 580 cavalli. Potenza. Ecologia. Uno slogan, vero, ma che l’ha saputa convincere.

Non crede nelle favole, è solo che, insomma, ha stima di sé. Crede in ciò che fa, nelle proprie scelte.

Una mano sullo sterzo. L’altra carezza il cruscotto. Spolvera. Lucida di continuo. Gli vuole bene neanche fosse una persona. Sorride. Si schernisce: non sarebbe normale dirgli ti amo…

Continua…

Set 11, 2011 - Senza categoria    1 Comment

Irene e Martina Una ragazza come tante… Post 2

Irene e Martina

Una ragazza come tante… Post 2

Il tempo oggi non passa. Le cose autentiche le ritrova negli attimi di dolcezza con sua madre. Quello di amore sì che lo rammenta…

Ha avuto altri appellativi, soprannomi, Irene, ma non si è affezionata a nessun altro modo di chiamarsi. Crede le somigli per questo non riesce a cambiarlo come altre volte ha fatto. Annuisce, cerca altri semi buoni, il lavoro oggi è poco. Neppure gli va, quindi non tenta di adescare, spera anzi che non si fermi nessuno.

Lì ci sta perché ci deve stare.

Gli occhi le vanno sullo “sgabello”. Ha voglia di sedersi. Oggi il sole non scalda, ferma sarebbe peggio. In piedi almeno muove le gambe. Va avanti sino alla rete. Torna Dietro. Il vento è così gelido da sconsigliare anche i clienti più assidui.

Strano. Il calduccio non manca nelle loro macchine…

Rimira il trono che s’è costruita. Una cassetta di plastica che conteneva residui di melanzane, foglie. Ora è coperta da un cartone pulito con la faccia ridente di una donna, fresca di stampa.

É bastato girare il tutto e l’invitante sorriso di chissà chi ha accolto il suo bel culo. Lo protegge dalla sporcizia. Ride. Riflette che a volte anche chi fa questo mestiere ha un cervello.

Lei ci crede. Sa di essere intelligente.

Ha stima di sé. Anche dei suoi attributi. Di essere bella. Le dicono tutti che ha un bel sedere. Sorride. Qualcuno ci prova: “e per le belle chiappette quanto vuoi?” Dura o gentile si è sempre negata.

Come sia riuscita a non subire anche quella di umiliazione non lo sa.

A dispetto di quei due stronzi. Porci. Ivan e Thova visi indelebili per sempre a causa dei propri occhi sbarrati. Sentirsi lacerare. L’anima. Occhi bagnati nel dolore d’aver perso qualcosa.

Nonostante le sue grida l’hanno fatto.

Istanti di vita impressi nell’abisso, una follia ricordare, meglio lasciar perdere. L’eternità in due ben distinti attimi.

Quanto tempo è passato? Tanto.

Ride di nuovo. Sa di essere forte. Se ora sta ridendo è anche felice? O è pazzia la sua?

Rimugina. Li ha convinti! Ha saputo barattare il buon mercato del proprio corpo avendone in cambio una certa autonomia. A loro interessano i soldi, tanti, sicuri. Il culo lo vanno a rompere per punizione a qualcuna più restia alla vita.

Una macchina s’accosta lentamente…

Il volto le si scurisce.

Non ride più…

 

Contunua…

Set 3, 2011 - Senza categoria    1 Comment

Irene e Martina, post primo : Una ragazza come tante

 

 

Stamattina il tempo per pensare non le manca, ad Irene. Troppa libertà oggi, ancora nessuno… questo la fa riflettere. Di tutto le torna in mente.

L’amore, ad esempio, cos’è?

Quello vero, s’intende.

Come sarà questo amarsi che lei non conosce? Cosa vuol dire uniti per sempre? E gli uomini? quelli che ti dovrebbero voler bene sono gli stessi che poi si stancano dei problemi e vanno a cercare quelle come lei?

Il ragazzo che ha avuto per poco, troppo poco, è

stato uno della sua stessa età; che frequentava la sua stessa scuola.

Non si può dire che fosse un uomo.

Se siano tutti uguali i maschi se lo chiede passandosi più volte, sulle guance, i suoi guanti di lana. Oltre a sfregarsi il viso si diletta a sgranocchiare semi di zucca; è certa che il movimento le dia calore, e sia quindi d’ulteriore aiuto per scaldarsi.

Un po’ salati ma, buoni i “bruscolini”; se li gusta, e anche con questi usa impegno, con la bocca, come in tutto ciò che fa.

Ci sa fare, lei.

Osserva attenta le unghie, il metodo con cui le adopera. Non vuole si spezzino. Sarebbe una tragedia.

Se i semi siano commestibili o se siano cattivi se ne accorge dal colore. Ingurgita senza sminuzzare troppo. Le pare abbiano più gusto da sani.

Le dita gelide non riesce a smuoverle come vorrebbe. Per comodità indossa guanti dalle punte scoperte. Vi alita su.

Saltella e alita.

È buona educazione non sporcare.

Tiene al suo luogo di lavoro. Le bucce le trattiene con la destra, per poi gettarle nel prato.

Studentessa. Biologia la sua passione, conosce la natura. Era, studentessa. L’amore per la bellezza del mondo le è restato, e nei suoi particolari ragionamenti si diverte a scindere le varie sostanze, ciò che è organico, pietre, minerali. L’attenzione per l’immondizia è maniacale.

Ad esempio i residui del suo mestiere finiscono prima in una busta, poi nel secchione.

Irene. Nome preso a prestito da quella canzone che le piace tanto, Canzone italiana ascoltata per la prima volta al centro commerciale. Là trova il trucco, calze, profilattici. I prezzi sono davvero competitivi.

Pochi sanno la sua storia, la storia di Violeta…

 

Continua…