Archive from ottobre, 2012
Ott 30, 2012 - Senza categoria    No Comments

Laguna Mara (prima parte)

Si vedono molti turisti per le calli stamane. Più del solito. Chissà per quale motivo…

A pensarci bene potrebbe essere solo una mia impressione. Eppure eppure: forse è per il mercato? no quello c’è stato ieri.

Dev’essere frutto delle campagne pubblicitarie viste in tv, o chissà cos’altro.

Fatto sta che non essendo nativo di qui mi immedesimo subito in uno di questi personaggi che vedo per strada.

Ce ne sono molti. La mia scelta ricade su quello là con i calzoni corti, dall’aspetto giovanile.

Sta passando ora qui sotto. Non so perché ma lo sto osservando intensamente. Mi ricorda qualcosa. La mia vita.

Al suo fianco c’è una donna, lo riprende di continuo. È una vera bisbetica.

Ecco mi hanno visto, mi lanciano tutti e due uno sguardo, ma uno sguardo…

Quello di lei è velenoso.

Mi volto di lato, incontro gli occhi di Nastya. Recito, per quei due sotto: non ho voglia di dirle nulla, lei mi sorride. Rispondo distratto al sorriso.

I miei occhi tornano in acqua, si spostano: c’è ancora lui, quell’uomo. Dal suo fare lo immagino invidioso. Non so di chi, né di cosa.

La moglie vipera gesticola. È carica di disprezzo, mah; si studiano la mia casa; lei si sofferma sull’aspetto esterno della mia abitazione. Ammicca.

“Quella sì che è vita”, starà pensando suo marito; i suoi ragionamenti mi appaiono chiari, spezzoni di un film: “deve essere un uomo felice quello lì tranquillo al balcone, quanti anni avrà?”.

Di certo se la porrà la domanda.

L’età è quella che si cerca di scoprire per prima. Sui cinquant’anni, “passati” ribatterà.

Ben portati aggiungerei io.

Se la sua poesia non è repressa noterà: “quei fiori… le finestre sono un giardino”; così dissi io tanto tempo fa.

Mi sento lui in questo momento, che già si pregusta un pranzo a base di pesce e di locali frutti di mare

La voce della donna è stridula. La classica impicciona.

Ciò che dice non si comprende, ma posso immaginare «Vedi quell’adolescente mezza nuda?», starà starnazzando «il padre non le dice nulla, non ce l’ha una madre? Se non è il padre chissà chi è…».

Per fortuna quella non è mia moglie. I miei guai l’ho già avuti, e sono certo, quasi certo che è così come dico io. Mi sento al suo posto sapete?

È classica: voi passate là sotto certi di volervi fare gli affari vostri, e mentre guardate la scenetta sopra di voi, vi state chiedendo se quella ragazza sia sua figlia o sua nipote. Una quindicina d’anni presunti. Aspetto dolce. Aria da creatura obbediente, almeno all’apparenza e, quel cane media taglia che si vede scodinzolare, per voi, è felice pure lui. Vi siete mai domandati cosa potrebbe esserci dietro?

Ecco, mentre passate mi vedete. Vi fate zitti: “sta dicendo qualcosa”.

Abbassate la testa guardando nel canale. Per non dare nell’occhio. Siete a pochi metri.

Infatti sto parlando. Dico a Nastya di andarsi a preparare se vuole che io la accompagni. Mi risponde che aspetta la sua amica. Ecco che quella da chissà dove sbuca.

Allora voi là sotto fate la scoperta che l’uomo lassù è delle vostre parti. Sì perché ha parlato ad alta voce. Sentirne l’accento fa capire quanto sia fuori luogo, penserete ad un turista o ad un parente di quella signora che abita là…

Poi ascoltate la giovane che attacca discorso in dialetto con una sua coetanea in strada. Vi fate curiosi.

La ragazza che è sotto sta per raggiungere il ponte. Si ferma, risponde.

Voi capite poco di ciò che dicono, realizzate però che quell’uomo al suo fianco non può esserne il padre.

Se della coppia siete l’uomo vi verrà in mente suo nonno, uno zio. Se al contrario siete la donna non voglio pensarci a dove le vostre conclusioni andrebbero a parare.

Non prendetemi per un ottuso maschilista, ho le mie buone ragioni per dire ciò.

Vedere questa gente m’ha fatto rammentare i tempi passati, mi sento ispirato. Vi racconterò di Mara. E di questa città che m’ha adottato.

 

Continua…

 

 

Ott 5, 2012 - Senza categoria    1 Comment

Nel bel cielo di dentro

Acqua, sei parte di me, testimone della mia anima, scorri in eterno tra cielo e viscere della terra… Battezzi lacrime e lucidi sorrisi, annaffi amori e lavi dolori… Tu, che inondi anche questo fiore, che s’apre, sarai diluvio su questa unione, che freme; sarai lampi, godimento nel bel cielo di dentro di chi si ama, e sfinimento…