Set 22, 2013 - Senza categoria    1 Comment

Mica dormo, io. Post primo

Questo racconto è nato per un concorso di letteratura erotica. Non avendo ancora avuto riscontro alcuno lo pubblico qui nel mio blog, attendendo vostri graditi commenti. 




Mica dormo, io. Prima parte

 

 

 Che strano effetto m’hanno fatto, stavolta, le gocce. E sono calmanti, figurati se non lo erano; mi sento agitata, ecco, vedi? Parlo pure da sola. Oggi al bar, appena ho capito che non era da solo, stavo per esplodere. Per fortuna ho la boccetta sempre appresso. Le ho prese prima, e altre venti anche dopo, quando sono andati via, ché a vederli fare i piccioncini m’ha fatto una rabbia. Doppia dose. Che dovevo fare? Ucciderlo? Marcello è pur sempre mio marito, cazzo! Certo che venire da me, all’ora di pranzo, con quella, nel momento che c’è più da fare… C’è troppo fango per strada. Le calze mi si fanno caffellatte quando piove; non avrei dovuto vestirmi di bianco. Senti che capelli, faccio schifo, mi sembro una pezzente, una barbona; ma che mi sta succedendo? Provo a indovinare. Devo dedicare più tempo a me stessa. Questo pomeriggio tutto di fretta, per chi poi? Mica temo confronti io con quella là. Lui invece stasera mi sente. Dovevo lasciarlo, quella volta, quando tra il comodino e il letto ho trovato l’agendina mezza aperta. Il numero di telefono m’è saltato agli occhi, col nome scarabocchiato. Mica dormo, io. Ho chiamato. M’ha risposto quella puttana: «guardi che ha sbagliato numero», voce stridula, nevrotica. Non me l’ha voluto ripetere il suo. Mi gioco la testa che era giusto. Alla terza volta ha detto: “chiamo mio marito”. Un poliziotto. Bel trofeo. Marcello invece ha fatto l’attore. Non mi son fatta toccare per un mese. Per risposta tre anni di corna m’ha rifilato. Eh, ma io l’ho cacciato! Così è stato lui a dovermi pregare. Che voleva tornare, parlare, chiarire. L’ho fatto penare un bel po’. Avrà sofferto? Quando ci siamo rivisti ho pianto. Lui, con i suoi modi, i suoi abbracci, vibranti, che fanno sciogliere, anzi proprio liquefare. Come potevo non riandarci subito a letto? Il suo odore dappertutto. Il sapore in bocca, per ore. Se ci ripenso mi torna la voglia. I capezzoli mi bruciano solo al pensiero. Ma ora basta. Non sono Minuetto io. Se ha voluto scoprirsi del tutto vuol dire che è finita davvero. É una nullità Gina, ma cosa ci trova in questa bionda appariscente? Non gli farà mai quello che gli faccio io. Peggio per lui. Ha passato il segno; non riesco a togliermela dalla testa, oggi a mezzogiorno, che zigzagava per i tavoli come una modella ubriaca. Titubava. Forse perché avevo le posate in mano? Paura di me? Mi viene da ridere. Quelli son coltelli che neppure tagliano, e poi, come poteva sapeva se ero o no io? Gli avrà mostrato la mia foto? Ma no, e poi non conosceva il posto, perché solo quando l’ha scorto, là seduto, ha allungato il passo. Al suo cenno gli si è accomodata a fianco. Marcello le stava dicendo qualcosa con le labbra appena aperte, senza indicarmi, senza far gesti. A lei non interessava di farsi notare; parlava a voce alta, tanto che da dov’ero io riuscivo ad afferrare qualche sua parola. Ad un certo punto lei mi fissa, fa un gesto verso di me, senza vergogna. Volevo urlare. Ho dovuto reprimere e avvicinarmi e prendere l’ordine. Una bottiglia e tre bicchieri. Ho sempre creduto che fare il porco per lui fosse un gioco. Come il toccarmi dappertutto parlando delle altre.




Continua… 

 

 

 

 

Mica dormo, io. Post primoultima modifica: 2013-09-22T00:30:00+00:00da oroserio
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1 Commento

  • Strana la tipa.mmmhhh… però se è erotico, dai pubblica che sono curiosa :)Hai fatto il backup del blog?Guarda che tra poco ci trasferiscono su wp .

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