Ott 4, 2013 - Senza categoria    1 Comment

Mica dormo, io. Post terzo.

Mica dormo, io. Terza parte. 

«Non voglio che si bagni…», sta intanto dicendo Marcello. Lo sportello si richiude. Il vetro torna su. «chi lavora sennò? io da solo? Silvano non abita lontano, dobbiamo solo passare prima alla sua… da una parte. È di strada, non fare quella faccia, Giovanna », Marcello è uno che attacca, «e poi se vuoi puoi anche parlarmi adesso, io e lui siamo amici speciali. Ci diciamo tutto. Non alzare gli occhi al cielo, dimmi quello devi e falla finita prima di cominciare eh! Mica siamo donne noi» ridendo «non ci piace spettegolare». Io e Gina non possiamo fare a meno di sorridere insieme. Facciamo smorfie complici al loro indirizzo. Ed è così che io e lei iniziamo ad osservarci. Dentro di me concludo che non dovrà essermi per forza nemica. Rivale sì, però, per forza di cose. Non mi stacca gli occhi dal dito. Mi sfilo l’anello. Lo prende, lo rimira. Approfitto che non vede, mi porto la mano al naso: ancora si sente il suo odore, di uomo. Odore di stronzo. É inconfondibile. Devo parlargli chiaro a Marcello. Da soli. Anche di divorzio. Certo, perché no? Se serve sarò io a fare il primo passo. Al tocco ho un sussulto. È Gina. Vuole togliermi il fango dalle calze. Lo smalto delle unghie di lei risalta sulla rete dei ricami fantasia. «Ti sei sporcata, non t’eri accorta?». Non le rispondo. Alzo le spalle. Non mi importa. Dovrebbe capirlo. Le luci sono lontane. Con la mano insiste. Pulisce. Le dita fredde di lei mi procurano brividi sugli spazi di pelle nuda; lascio fare… per vedere meglio fuori mi alzo col busto muovendo la testa a destra e a sinistra: «Marce’ dove vai?», m’agito, in un modo che lui ben conosce. «A vedere una cosa». Non è cambiato per niente. Il tono scocciato di sempre: «Già te l’ho detto: c’è Silvano, approfitto. Mi devo accertare se son venuti bene dei lavori», fa una smorfia a lui come a chiedergli qualcosa, e gli dà anche una botta sul braccio. L’altro risponde in un modo strano, parrebbe stizzito: «Il seminterrato lo abbiamo restaurato», ma a me pare che reciti. Mi mangia con gli occhi mentre continua: «è asciutto, non c’è più umidità. Tu non mi credi mai. Già lo usiamo; a Natale ci giochiamo a carte, ci facciamo qualche festa». Forse ho capito, provo a indovinare: Marcello cerca casa? Io sapevo che viveva da noi al mare, ci dormiva, diciamo. A lui non serve più? Bene. Ci andrò in vacanza io. Dobbiamo parlare. Anche di questo. Chiaramente però, non come fa lui. La macchina ha uno scarto a destra. Trotterella su un viale sterrato mentre Gina, che a causa della sterzata secca m’è venuta addosso, si toglie reggendosi con una mano sulla mia coscia, mah… Già siamo fermi. Silvano si tira il colletto della giacca fin sopra i capelli, ispidi. Scende. Va di corsa ad aprire. Il cancello è di quelli “fatti in casa”, di legno. Entriamo. «Richiude?». M’informo perché mi sto accorgendo del fatto dal lunotto posteriore. «Non andiamo via subito?», insisto stringendo le labbra. Gina mi rende l’anello, Marcello sospira e esclama: «i cani escono». Difficile far capire a uno del genere che lo vorrei ancora. Siamo su una rampa. Controlla il freno. Lo toglie e torna a bloccarlo di nuovo, con attenzione, quindi spegne il motore. Lo scroscio sul tetto della macchina si amplifica. L’acqua mi fa pensare, le cascate, il mare. Voglio parlargli. Da soli. Ci faremo un viaggio. Una crociera. Qualcosa di speciale. Che non abbiamo mai fatto… «Non scendi?», Gina è già fuori e mi porta via i sogni. Ci ripenso: non sono sogni, questi miei, ma riflessioni. «A fare cosa?», esclamo in ritardo, anche la sorpresa che fingo non è spontanea. Mi incita a gesti. «Vai vai, vai tu», le dico, cercando di essere dolce, comprensiva: «è giusto così, che vengo a fare? Io capisco tutto sai?». Non sono arrabbiata. Solo delusa. Me lo riprendo a Marcello. Solo io sono in grado di dargli ciò che vuole. Anche lei; che se la faccia quando gli pare. E anche altre, perché no? Basta che torni a casa, con me, da me. Lei non ne sarebbe capace, di amarlo così, ne sono certa.

Continua…

 

 

 

Mica dormo, io. Post terzo.ultima modifica: 2013-10-04T23:33:00+00:00da oroserio
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