Mar 11, 2014 - Senza categoria    No Comments

Magma e sangue, ultima parte

 

Magma e sangue, ultima parte

I giorni diventano mesi: lui dà le dimissioni, vive in albergo, cambia i numeri al telefono; aiuta Luisa nel disbrigo delle pratiche, si prodiga in mille maniere per lei. È presente all’inumazione di Carmen, e assiste la donna dall’avvocato. Poi c’è il trasloco, dura poco: cambiare città è stata la cosa più salutare per tutt’e due. Gli ci voleva a quest’uomo sfortunato una vita nuova, vera, insieme a una che si sforza di capirlo senza provare troppo amore…Cercare un nuovo impiego, ridendo, e far di tutto un gioco, insieme.                                                                                                                                                                                                                          Rubare nuove sensazioni è facile per uno come lui. Lei le prime volte si stupisce dei suoi metodi, solo all’inizio però. Lui sa darsi, le fa scordare ogni sopruso dopo averglielo imposto con il suo classico modo d’interpretare la passione. Questo cieca la donna. Non s’accorge del compagno assente, non si rende conto della perversione radicata, che inizia a germogliare: il fiore è un poeta illuso, il suo nome Tomasino, un ragazzo più sogni che vita, ospitato da lui nonostante l’iniziale diniego di Luisa. Vent’anni, è un fuggito di casa. Chiede aiuto alla coppia. «Starà pochi giorni.», è la scusa felice di Angelo. È un inferno senza calore il tranello in cui cade Luisa, fattasi succube non sa ancora perché! Accetta suo malgrado esperienze da squallidi hard, osceni triangoli: credeva non esistessero nella realtà. Rivive la tragedia della sorella. Ma una notte resta sola, non riesce a prender sonno, rovista i ricordi. Legge mail, memorie di Carmen; presa da dubbi profana il pc di lui, ci trova ogni cosa, ed anche sé stessa. Finalmente scopre la propria ingenuità. «Come ho fatto? cos’ho fatto?», parla, è preda di continui deliri e sospetti;  lo specchio le osserva la disillusione; le si crea, e macera, l’inutile agonia: l’attesa del nulla totale. Non crede sulla sua capacità di potersi trasformare in una assassina; comunque riesce ad assemblare una tremenda, oscura, ma per lei valida, idea…

Angelo ora piange davvero. Ce l’hanno tutti con lui. Ha pure il coraggio di giurare: «Non sono stato io!», urla nella cella, «non sono stato io ad avvelenare quella pazza!»                                                                                    Al suicidio di Luisa non ha mai creduto nessuno, troppe prove contro di lui, troppi indizi negli hard disk. Gli inquirenti si sono trovati costretti a riconsiderare i casi in cui figurava in qualche modo coinvolto…

Se passate da Prima Porta non mancate la foto sulla lapide: bellissime le sorelle Di Quaglia; dolci, serene, sorridenti.

Potete anche dimenticare il viso dell’uomo che fu la loro tragedia: quando piange è un supplizio di troppo per i carcerati di piccole pene. In quel posto ha trovato gente stronza davvero; ergastolani d’una durezza peggio di sé, che l’hanno costretto ogni dì a far da passivo nell’atto impuro da lui preferito.                                                                                                                                                                                                                       Angelo dichiara la propria innocenza con voce ogni giorno più flebile, immerso nel puzzo di sudore e di maschio.

 

 

 

 

Magma e sangue, ultima parteultima modifica: 2014-03-11T19:24:51+00:00da oroserio
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