Dic 11, 2014 - Senza categoria    No Comments

La solitudine, ovvero, meglio la solitudine che niente.

 

Ciao, dove vai? Aspetta, ma quanta fretta! Non scappare, che devo, ecco: Di Dio. Tu sei Di Dio. No. Non sono matto. E non mi interessa la tua blusa. È che da lontano non riuscivo a leggere chi sei. Sei di turno tu stamattina? Non mi abituerò mai a questo calore. Insopportabile; ma, scusa, ti debbo qualcosa? Sì, dico a te, sto parlando con te, mica col muro. Come perché? Ti debbo qualcosa sta nel senso se ti ho fatto qualcosa, qualche sgarbo…mi sono accorto sai? già da prima: io mi avvicino per leggere, e tu ti allontani. E adesso lo hai fatto di nuovo. Non eludere le mie domande, si sa che non esistono muri. Non parlo col muro è un modo di dire. Non conosci i modi di dire? Vuoi che ti lascio andare? Senti, Di Dio, anche a me piace star solo. Sto sempre da solo. Un cordiale insieme e due chiacchiere, ogni tanto, che cavolo, non si negano neanche al Diavolo. A proposito, non so come ti chiami. Il nome, certo, il nome. I cognomi eccoli, li portiamo addosso. Non mi far ripetere le solite cose. Sono stufo di banalità, frasi fatte. A me piace parlare di cose nuove, di facce nuove, di ciò che può apparirci oscuro, di ciò che ci incuriosisce. Ad esempio, perché il nostro nome di battesimo non è menzionato, insieme al cognome? Scompare, quando si torna qui. Calma, amico. Sei nervoso? Sei saltato. Come mai? A te non interessa nulla eh? Va be, io rispetto il parere degli altri; è che a me dispiace che tu dica che i miei ragionamenti sono triti e ritriti. Cose vecchie. Cose dell’altro mondo. Comunque, mi chiamo Sante, Purgatori Sante. Ridi? Se mi prendevano in giro, dici? Sì, va be’, da piccino, qualche volta. Adesso siamo adulti. Chi ci fa più caso. Ora siamo al di sopra, di queste cose. Stai sempre solo perché ti vergogni del tuo nome? Cambialo, per tanto poco. La solitudine uccide anche le ombre. Hai detto ti chiami? Caronte? Dai, non ci credo che ti chiami Caronte. Sarà un secondo nome. È un soprannome? No, eh? È proprio il tuo nome, eh? Era ubriaco papà tuo all’anagrafe? Col cognome che ti ritrovi ti mette Caronte? Ma davvero è un nome Caronte? Un nome vero, intendo; aspe’…Che sto a fa’? Come che sto a fa’, una ricerca al volo faccio, ci metto un attimo, un secondo. Che faccia! Sembri mio padre. Sto sempre con queste diavolerie in mano? Tu come fai saperlo? Mmh, che mi spii? Fatto, trovato: Climaco, Clinio, Clodomiro, che minchia di nomi, no, vedi? non c’è. Ci dev’essere per forza dici? Ah ecco che cretino che sono, ce ne sono altri qui: Calogero, Camillo, Candido, Candidio, salto, come salto? Ho saltato? Ah, nel senso che devo saltare, hai ragione, scusa, ma se alla nascita ci avessero affibbiato un numero non era meglio? a che servono i nomi? Cazzo di nomi che esistono: Canziano? Va be’ questo è normale: Carlo, Carmelo, anche questo è comune, dalle mie parti, Carmine pure, Caronte, cazzo aahah, allora esisti davvero. Caronte. Su quest’altra colonna stavi. Ecco a voi Caronte Di Dio e Sante Purgatori, la coppia dell’anno. La coppia divina, ahahaha. Cazzo. Scusa. T’ho schizzato? Non l’ho fatto apposta. Deriderti? Ioo? Tu non ridi mai? Hai la coda di paglia? No, tu non prendi mai fuoco. Inutile che ti incazzi. T’ho sbruffato la divisa? E che sarà mai? Per uno schizzo stai facendo un casino del Diavolo. Portala in lavanderia, pago io. Ahahha anche il camicione, non me ne ero accorto. Ti sei fatto nero come un tizzo. Dovrei essere io incazzato. Mi dai un altro cordiale, Gigi, per favore? Sì sì, io, incazzato con me stesso, perché non mi faccio mai i fatti miei. No, non ce l’ho con te, no. Solo che, dico, a te non capita mai di ridere? No Gigi non dico a te, dico al nostro amico qui, a Caronte Di Dio. Che ti ridi, Gigi, Caronte è un amico, mica ci porta sull’altra sponda, ahahah ma no, non è ricchione. Gay, gay, lo so che si dice gay, chiedo scusa a tutta la categoria, sono uno rispettoso io. Gigi, certo che sei proprio ignorante. Caronte è il traghettatore. Sì, a Messina, minchia dici? All’inferno ti porta, il vero Caronte, se esiste, no a Messina. Non lo conoscevi prima? Come non l’hai mai visto? Mo lo conosci, è lui, quest’uomo è Caronte. Si chiama Caronte Di Dio. Ti trovo un nuovo cliente e tu me lo tratti così? Vedi? Se ne va. Sta prendendo il largo. Me lo hai fatto scappare, e io adesso? Di nuovo solo. Ha arraffato le bustine di zucchero e non ha preso nulla da bere? E che ci posso fare. Hai ragione caro Gigi, della gente non ci si può fidare. Fai bene a restare nell’ombra. Meglio la solitudine, che restare delusi. Ti promettono. Tu ti fidi. Nasci. Ambisci ad una vita felice. Ma non ci son santi. Nessuna garanzia. Guarda il fatidico sì. L’amore. Uniti finché morte non vi separi. Insieme a te sarà il Paradiso. Invece, alla prima occasione, ti cadono in basso. Trascinati nel gorgo. Fregati da giuramenti insulsi. Maledetti. Solo promesse. Che non hai visto Caronte? Marinai da quattro soldi.

Allora Gigi questo cordiale? Quello di prima sapeva di niente.

 

 

 

 Sergio  Moretti

La solitudine, ovvero, meglio la solitudine che niente.ultima modifica: 2014-12-11T10:40:53+00:00da oroserio
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento