Archive from giugno, 2015
Giu 14, 2015 - Senza categoria    No Comments

La ruota di scorta (pezzo stralcio abbastanza recente mio per racconto a più mani)

La ruota di scorta

 

Tirati su, è sporco. Vuoi deformarti, in quella posizione? Accanto al cofano, a terra come te, c’è una vecchia gomma. È distrutta dentro e fuori, la vedi? Vuoi fare quella fine? Non t’ho chiesto, come dici, di immergerti nel fango. Non di questo garage almeno. Mi viene da ridere. Scusa. Non a sproposito dai. Non sono stronzo. Era per sdrammatizzare. Non piangere; a parte che non mi fai pena. Non posso dire neanche che non m’interessi. Anzi. Però ricorda che sei tu che hai cercato me. Ti avevo pregato, lasciami perdere. Ho lei, è importante per me in questo momento. Mi segue alle conferenze, t’ho detto! Tu hai insistito: solo un caffè. La prima volta. Non volevo rivederti. Ho troppi impegni lo sai. Lo champagne già la sera appresso. La seconda volta che uscivamo insieme. Un’altra bottiglia? e quando la finiamo? abbiamo detto a fine cena in coro al cameriere, a tappo ormai saltato. Ce la siamo portata. Di sopra. Tutta la notte. Labbra mai secche. Fino al mattino, latte e cornettino. Sei donna, in tutto e per tutto. E io, se vuoi, te l’ho già detto, insomma, non me lo far ripetere, mi dà fastidio sai parlare in questo modo. Facile darmi dell’ipocrita. Lo so bene che non sei una cosa, ma non è possibile altro per me ora. E poi, comunque la si metta, anche una ruota di scorta è importante. Dicono i benpensanti di non essere mai la seconda scelta di nessuno, ma che ne sanno loro del gusto dell’attesa. Delle vere emozioni? Sarà anche brutto essere trattati da oggetto, eppure ascolta, c’è una logica in ogni cosa. Non guardarmi con quell’espressione assassina. Non ti sto prendendo in giro. Ti faccio un esempio: quella gomma sgonfia col cerchione ammaccato è un vecchio rottame. La getto in discarica. A te mica butto via. Tu sei quella buona, di ruota di scorta. Non interrompermi, è una metafora! Con te non ci si riesce proprio a farsi comprendere. La metti troppo sul personale. Ma quale morale? La realtà è questa che ti dico io: nel cofano dell’auto tutti ne abbiamo una. Sempre pronta. Nessun percorso l’ha segnata. Vergine, o quasi. Non alzare gli occhi. Non si vede il cielo. Solo un soffitto ammuffito. Insomma, dicevo, sarà stata usata una volta o due. La ruota, certo, sto insistendo con la gomma di scorta. Vorrei farti capire cosa intendo. L’unica vera differenza è che non è gelosa. È un oggetto. I sentimenti no. Magari lo fossero. No! Non dirmi quella parola. Non fuori dal letto. Sarei io il maiale eh? Che brutta smorfia. Da quando bestemmi? Addirittura morto mi vorresti? Così mi ami? Asciugati il viso, che sei una maschera. Dammi la mano. Alzati. Vieni. Sediamoci sul quel vecchio divano. Ragiono troppo da uomo? dici, mah. Infatti, non sono una donna. Ad esempio io farei volentieri la ruota di scorta. Tu lo sai bene di chi. Spero che chi dico io buchi. Esploda sull’autostrada. Come un copertone. Un giorno sì e l’altro pure. Sono pronto. Mi si usi pure all’occorrenza. Che in realtà sono io che lo permetto. Che mi ci metto. Sotto quella carrozzeria. Rido sì. Piangi tu, se credi serva a qualcosa. Sai che gusto sulle sue curve. Scema! M’hai fatto male. Non lo fare mai più. Siamo tutti contro la violenza, ma ogni tanto a voi donne qualche ceffone vi scappa eh? Lo schiaffo forse me lo sono meritato. Non c’è bisogno che mi chiedi scusa. Fa nulla dai. Lo so che mi vuoi bene. Sono i fatti che contano. Non le parole. Comunque non avevo finito. Dicevo che io ci starei al posto di lui. Usato ad ogni occasione. Speciale sul bagnato, nelle cunette. Le buche? Faccio la gomma, schizzo fuori. Ridi? Vedi? Vieni più vicina. Mi conosci più tu che non io stesso. Non era mia intenzione offenderti. Non devi soffrire. Scegli. La proposta te l’ho fatta. Ho pensato a te per il viaggio. Mezza Europa insieme. Sia all’andata che al ritorno. Ancora quella domanda? Mi sa che sei masochista, te l’ho detto al telefono. Il giorno potrai stare in sala, mischiata nel pubblico. La camera singola te l’ho prenotata. Brava sorridi. Sii felice. Starai in una pensioncina, trecento metri dal nostro albergo.

Sergio  Moretti 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu 2, 2015 - Senza categoria    No Comments

Forse

Neppur fossi
Santo o mostro
Solo allora
Sarei,  forse,  forse 
Sempre me stesso

Sergio  Moretti