Archive from agosto, 2015
Ago 28, 2015 - Senza categoria    No Comments

COME I SALMONI

Ma quale obiezione, vostro onore. Non dovevano arricciare il naso. Falsi inchini, sorrisi ironici, moine ammiccanti. Eravamo tutti davanti a quella tazza di salsa fumante. Assaggiai di nuovo, al loro diniego. Molto aromatica, dissi. Maleodorante, esclamarono in coro. Macché, un accostamento perfetto. L’avocado non ha bisogno di olio, di burro. Si amalgama bene con l’incenso e l’aglio. Cloro? Sì, lo ammetto, ma in minima parte, per non coprire lo zenzero, e tanti altri aromi che non vi sto a dire. Non voglio annoiarvi. Fate domande se volete. No, non è un intruglio. Io la ricetta l’ho azzeccata. I suoi ingredienti hanno legato. Dosare era il mio lavoro, una volta. Loro si sono schifati ancor prima di assaggiare. Volete le prove? Le lingue, che senza remore, ma con quanto rumore, mi hanno mostrato. È stato difficile finir di raccontar loro tutta la storia. Volevo farli partecipi. A me ha cambiato la vita, il mio incontro con lui. Nel frattempo che parlavo lo pulivo e sfilettavo. Sono stati a vedere e ad ascoltare. Come bimbi. A spalancati occhi, orecchie, bocche, nasi bitorzolosi, foruncolusi. Speranzosi, forse, ci fosse verità nelle mie parole. La loro verità. Il credere richiede molto coraggio. Ed è andata com’è andata. Spero che, magnifiche eccellenze, non commettiate lo stesso errore. Voi, che vi ritenete al di sopra delle persone comuni. Avevo voglia di gustarmi quel grosso pesce in modo del tutto personale. Perché si trattava di un salmone speciale. Che mi aveva confessato le verità dell’universo. Dal suo punto di vista. Certo. Non ridete, non mi sto affrettando a contraddirmi. La stessa sua storia è un intreccio di tante vite. Quel tornare alla fonte… Non mi state neppure ad ascoltare. Ho seguito con attenzione le indicazioni che mi ha fornito. Per prima cosa ho evitato che soffrisse. Lo avrei dovuto anche mangiare, questo è stato il suo ultimo desiderio. Sì, sì, lo giuro. Guardate che è vero! Senta lei con la penna tra i denti, e anche lei, senz’anima, che se quell’ermellino potesse parlare non le darebbe rango, ma tristezza. No. Non ho bevuto. Mi dispiace per voi. Sono astemio. Le mie euforie sono interiori. Ci si eleva nello spirito, perché effimero è il potere della materia. Scendete dagli alti scranni. Non vedete che la nevrosi vi divora? Lo scetticismo non solo è inutile, spesso si risolve in uno sputo in aria, che ricade in faccia. Giudicherete dopo. Fatemi finire. Mi ha chiesto lui. Non di divorarlo. Di assorbirlo. È la sua essenza con me ora. La sua delicata gentilezza. Sì. Insisto perché è così. È la verità. Ero inorridito. Io non mi sarei azzardato. Me lo ha fatto solennemente promettere. Di ogni altra fine, da fargli fare dopo morto, il salmone non è stato d’accordo. Se mi parlava? No, non come voi intendete. Sono io che mi innalzavo ad ascoltarlo. Chi è consapevole di sé infonde speranza. Ha Luce. È speciale. Mi ha colmato della sua ricchezza. Mille oceani negli occhi. Uno così non ha bisogno di parole. Ricordate signori, che se sappiamo ascoltare, ogni cosa ci parla. Ogni segno ha un senso e incornicia un istante. L’allinearsi delle stelle. I funghi sulla pelle. Gli insetti sui fiori. Le sensazioni interiori. Attardiamoci, a pensare. Non diamo tutto per scontato. Il cibo è un buon esempio. Lo odoriamo vediamo tocchiamo beviamo mangiamo. Lo diamo per morto. Eppure lo ascoltiamo. Ci racconta sensazioni vive. Disincagliatevi dalle regole, dalle terrene realtà. Un pesce non è solo un pesce. Non occorre una particolare intelligenza per ascoltare il sacrificio dell’esistenza. Tornate anche voi, alla sorgente. Alla rinascita. Non ci sono conclusioni da trarre. Giudizi da dare. Questa mia riflessione, lo so, non resterà neppure come modesta opinione. L’uscita d’un pazzo? Dite? Non vi siete mai chiesti quanti folli ci sono stati nel passato? Posso anche rimangiarmi ciò che ho detto, ma nulla muterà. Né nella mia testa, né nella vostra, né nel disegno dell’universo. Nella sua lungimiranza, l’Eterno Artista, non ha assegnato all’umanità intera, quel compito. Non siamo, come i salmoni…

 

Sergio Moretti  

Ago 7, 2015 - Senza categoria    No Comments

Senza data certa

Certezza, senza data certa esisti ad esistenza tolta.

Certezza, leggendo lacrime non mie tutta t’ho sentita qualche volta.

Sergio Moretti