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Apr 20, 2012 - Senza categoria    5 Comments

Attimo assurdo

 

Puoi calmare le mani,

ma l’astio permane

 

Di sorridere al peggio

non puoi farne sfoggio.

 

Rifuggi dal male…

Quell’attimo assurdo.

 

Di segni sul corpo

espelli i ricordi.

 

L’animo brucia

le carezze sul cuore.

 

Tu che ne baci le gocce,

del mare Mio,

tornerai amore,

tra i miei desideri?

 


Mar 30, 2012 - Senza categoria    No Comments

INNATI CANTI

Sfumato sia

 

Il quotidiano negarci

 

Rifuggito il rimpianto

 

Seme il futuro

 

Germoglio le ali

 

Più verde

 

Il prato del vicino

 

Ma i nostri desideri

 

Saranno fiori

 

Senza limiti

 

Serrando i pugni

 

Innati canti

 

Penetreranno i sensi

Mar 22, 2012 - Senza categoria    1 Comment

FUGA OBLIQUA

 

Al risucchio del mare

Tra gli scogli

Diveniamo granchio

Mai arrendersi

Al garrito d’un gabbiano

È fuga obliqua

La natura.

È poesia

A noi comprendere

Cosa ci avvelena

Non è l’età

A fermarci

Mera somma

Convenzione

Che scompare

Nel noi bambino

Che non usa cautela

Ma la giusta armonia

Mar 7, 2012 - Senza categoria    1 Comment

Triste Poema

 

Son solo versi

Delusi a cantare

Il folle silenzio

Le mosse del cuore

 

Nell’anima schiaffi

Falsi d’amore

Non nutri né salvi

Se scuri d’umore

 

Non dai speranze

Ricche di vita

Non dai risposte

Se è morta la scena

 

Anima mia

È tristo è il poema

S’incanta, ed è pena

S’è sola poesia

 

Penna descrivi

Metafore amare

Di vite vissute

Sempre più rare.

 

Feb 29, 2012 - Senza categoria    No Comments

Daniela e la fiaba dei pensieri erranti (in 3 minime parti) Terza e ultima parte

È stremato dopo tre giorni e tre notti passati così; si adagia sul lettino posto a sua disposizione, crolla nel sonno sprofondando oltre il consentito; scivola passando il tempo dei suoi quando, vede lo spazio dei suoi dove. Vorrebbe descriverlo ma non ha penna, né tastiera. «Cosa cerchi?» Delicate rugiade su petali di fiori gli parlano. «Cosa sei venuto a fare? Fuggi via da qui…» Un’altra voce che lui riconosce avverte: «Ancora non hai varcato la dimensione, non farlo, sei in tempo; chiunque l’ha fatto s’è perso contaminando i pensieri puri di semplicità con i drammi delle preoccupazioni.» «Devo trovare la Verità, gliela voglio raccontare affinché Daniela si svegli e possa compiere il ciclo di vita.» «Ricorda che non sei in un sogno.», gocce di sudore gli parlano. Il vapore che vien su afferma: «E che questo lo ricorderai, e nessuno ti crederà» «No non è vero!» Risponde l’acqua del bagno dell’ospedale dove si era specchiato il giorno della tragedia: «Ti crederanno tutti, sì; ma ti crederanno pazzo!» La voce termina gorgogliando in un vortice; lui d’istinto la segue, sprofonda con lei sino all’oceano delle idee: ne è pregno, non affoga, anzi si disseta finalmente conscio della via. S’incammina nel labirinto infinito ove s’amplifica combina e deforma ogni piccolo ricordo. «Ci sei riuscito!», è la sua voce « Mi hai trovata, sono qui, fermati ormai. Cosa hai da fare? Mamma e papà sono volati… resta con me nonno!» 
La boccetta vuota sul pavimento proprio sotto la sua mano fa capire il peggio; lo portano di corsa in rianimazione; il sorriso sereno va oltre il trauma della tragedia, lo stato di coma profondo viene diagnosticato senza dubbi: Daniela e suo nonno attendono insieme il verdetto della fiaba… 

Feb 20, 2012 - Senza categoria    No Comments

Daniela e la fiaba dei pensieri erranti (in 3 minime parti) Seconda parte

Seconda parte


«Rispondimi tu adesso, rispondi davvero, non sei morta lo so! Da qualche parte ascolti e vedi, e parli con l’aria e con l’acqua, e sai che ho ragione, che la vita in ogni cosa non è una favola, anche le mie lacrime sono vive.» La sostanza che quell’uomo forte si è dato va sfaldandosi, viene via sciogliendosi a pezzi e nella sua mente restano solo mostri senz’anima. Hanno aperto la finestra, se ne è accorto dall’aria fresca; la vista esiste solo per la sua bambina già donna; gli rimane lei…e questi strumenti che la sostengono, fabbriche di falsi soffi e di umane speranze. Ripensa alle macchine, che tradiscono chi le ha costruite donando la morte indistintamente, «Sei viva!», carezza la sua fronte prima di uscire; si è arreso alle pressanti attenzioni di chi non lo conosce dentro…

Lo stomaco chiuso non accetta cibo, solo calmanti. Senza lacrime e senza lei di fronte è ancora più dura. Medici ed infermieri si prodigano, gliene è grato in silenzio; ricorda del suo mettere tutto nero su bianco, definivano strambe le sue teorie sull’evoluzione dei pensieri nell’anima, delle loro migrazioni. «Roberto dove sei?», ad alta voce, «figlio mio adorato te ne sei andato, ve ne siete andati…Daniela è lì incerta nel guado, la trattengo io amore… non ti preoccupare!» Ha ripassato per ore le teorie sulla premorte; i risultati di ricerche reali, serie, sui resuscitati da coma profondo. E poi sul romanzo scritto di suo pugno sulla fantastica fiaba dei pensieri erranti, specie nell’acqua, fonte universale di vita; passata a suo dire da viaggi siderali a composti organici per sangue cuore e cervello. “Daniela non diverrà polvere”, pensa nel rivedere il suo corpo non alto, i suoi fianchi prominenti, lo sguardo disattento al di là delle comprensioni umane



Continua… 

Feb 16, 2012 - Senza categoria    No Comments

Daniela e la fiaba dei pensieri erranti (in 3 minime parti) prima parte

Ripubblico qui, in tre piccole parti, questo. Forse è il mio primo vero racconto. Non correggerò nulla, mi piace rileggermi così… 

 

«Ti racconterò qualcosa… non ho mai avuto il coraggio di farlo, di dirlo a nessuno.» Tende le orecchie; il lettino è immobile, sotto il nulla c’è il suo respiro. Insiste: «Solo a te svelerò il segreto piccola mia.» “La voce le giungerà in qualche modo”, pensa, ne è certo: il silenzio è falso, è gonfio d’amore. Si evince di speranza dai pensieri che getta fuori: «La materia è viva, ne fai già parte… ne faremo parte!» La ragazza non obietta, magari potesse! Le svela: «Esiste tuttora questa magia, nel sempre e nell’ovunque… dai più remoti angoli i suoi aliti di vita e i soffi di coscienza raramente arrivano; se ne intuisce l’esistenza.» Uomo e nipote si fronteggiano, lei è meno bianca del candido immacolato lino; ha il volto screziato di scetticismo: così la vede; si convince d’udirne la voce: «Nonno ti ascolto, dimmi.» «Sai cosa sanno di noi?», le chiede. «Cosa vuol dir sapere?», risponde lei argomentando così: «se sono intelligenti al massimo avranno teorie!» Con lei usa ciò che crede saggezza: «Sanno; non pensano, sono parte d’ogni sostanza e delle possibili alchimie.» Il volto senza pieghe gli sorride; generoso dona speranze a quell’anima sola che s’appiglia alla propria fantasia sperando che le note del suo impegno riescano a scuoterla. «Non disperare», dice disperandosi. Partorisce parole di terzi a loro dirette: «in questo momento solo noi sappiamo, l’uomo in terra crede di creare, scoprire… bada!», ammonizioni supreme, «chi sei uomo per tentare l’ordine? Per titolare la vita?», l’aria asettica non la sopporta, eppure ascolta ciò che gli viene da dentro, «Cosa pensate di voi che date un nome a tutto, anche al creatore?» Tossisce, ma subito si pente d’averlo fatto, «Morire per te sarebbe bello se fosse utile ma non è così…», dice, poi qualcuno usa la sua voce. «Raccontale di noi.», e lui continua lentamente: «Ogni caos è un prodotto possibile, ogni fenomeno è un possibile caos, dovresti averlo capito.», la voce di giovane donna diviene viva: «Nonno!», l’ascolta reale nella sua mente; le lacrime scorrono sul volto indurito dai fatti «sono grande ormai… basta favole!» Gli occhi dell’uomo fuggono tra cespugli mal curati, mossi dal maremoto delle emozioni. «Le formiche non sanno di esistere», dice all’aria, cerca in giro. «eppure hanno una struttura sociale funzionante, e non si domandano perché ogni tanto qualcosa distrugge il loro mondo, credono a quei fatti ineluttabili come noi crediamo i nostri cataclismi.» Aspetta nel tempo incerto sinché ne ode la voce: «Dove vuoi andare a parare?» Proprio come diceva lei! Dolci melodie di ricordi, «Le tue solite fiabe? Ancora! Ai tuoi tempi hai mai vissuto la realtà?» «Giovane stellina mia», risponde ai suoi pensieri «il tempo che passa fa pensare a dove andremo, se andremo!» Lei ribatte: «Cosa c’entra con ciò che hai detto?» Rammenta bene, lui, le discussioni sul senso della vita; facile simularne le perplessità, «Che c’entra? Quale è il nesso con la tua storia?» È proprio la voce di lei! Ma le labbra non si muovono e il tempo passa.


Continua… 

Feb 10, 2012 - Senza categoria    2 Comments

Sottobosco

 


 

 

Cespugli sfrondo.

Vango nel fango

escrescenze mai viste.

Fiori incoscienti

mal tollero sulla mia strada.

Si avvinghia l’edera,

la gramigna.

Rovi taglienti

che privo di bocca

decido la sorte

solcandovi profonde ferite.

Sgorga il nettare.

Folli graffiti

tu lama incidi.

Scrivi sui sassi.

Sui muri.

Sugli imberbi rilievi,

su steli, su tronchi.

Tempro il mio cerchio

veggente nei poi.

Menestrello nei ma

vendo pensieri al mondo.

Una bestemmia per un sorriso.

Fanatica estetica.

Infedele superno

il mio io.

Farnetico.

Pelle increspa.

Solco di luna.

Salto sull’angelo.

Precipizio il suggere.

Fucina di vita.

Esuberanti diamanti le iridi.

Inebrio i fiori.

Rugiada i pori.

Dischiuse labbra.

A spasmi s’avvinghia.

Di mente in corpo.

D’amore ricolma.

 

 

Gen 19, 2012 - Senza categoria    No Comments

I NOSTRI PASSI

 

 

Anche nei tristi momenti

La mia forza è il mio traguardo

 

Tu

Mio traguardo

Rendi leggeri i miei voli

 

Sai trasformarli

In momenti di euforia

Di ogni sbornia migliore

 

Euforia d’amore

Ed è vento di parole

 

Negli occhi i sorrisi

Sono radici

 

Penetrano

Sgretolano dubbi

Dissolgono le incomprensioni

 

Niente più pietre nello stomaco

E sotto i nostri passi

Dapprima titubanti

Prende forma la sostanza

 

Potente fondamenta

Di una nuova primavera

Gen 3, 2012 - Senza categoria    1 Comment

Ti vivo

Ti vivo

Tristezza

Che aleggi

 

In agguato

Fagociti

Istanti

Pesanti

 

L’anima

Sfumi

Di pena

 

Di ricchi colori

E di nero

Il mistero

 

Gli amori perduti

Copri di noia

 

Di colpe

Gli stupidi altri

Che scaltri

T’hanno tradita

Ti vivo

 

Vivo la vita

 

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